Ognuno di noi si sarà sentito dire almeno una volta nella vita che “ Una mela al giorno leva il medico di torno”,  ma quanti di noi sanno realmente il perché?!? Di seguito cercherò di spiegare perché le mele, la frutta in generale e le verdure sono così utili alla nostra salute. Uno dei motivi è la presenza della Pectina, e oggi voglio parlarvi proprio di lei.

MA COS’E’ QUESTA PECTINA?

La pectina è un polisaccaride contenuto nelle pareti cellulari dei tessuti vegetali di piante e frutti. Questa sostanza venne isolata per la prima volta nel 1825 da Henri Bracconot, un chimico e farmacista francese, che dedicò la sua vita allo studio della biochimica vegetale, della mineralogia e idrologia. Fu a sua insaputa lo scopritore dell’acido steraico, che insieme all’acido palmitico forma la stearina utilizzata oggi per la produzione di candele e saponi. A lui inoltre si deve la scoperta degli acidi gallico, ellagico e dell’acido pirogallico (pirogallolo) che consentirono, anni dopo, lo sviluppo della fotografia.

Ma torniamo a noi, la pectina contenuta normalmente nella buccia della frutta è costituita principalmente da una catena lineare di monomeri di acido galatturonico, tenuti insieme da legami di tipo α-(1-4), essa è a tutti gli effetti una fibra solubile, impiegata non solo in campo alimentare per le sue proprietà addensanti e gelificanti ma anche in ambito medico per le sue diverse proprietà benefiche.

Il quantitativo medio di pectina che ingeriamo al giorno è di circa 2-6 grammi, in relazione alle abitudini alimentari di ciascuno di noi. Basti pensare che una porzione di due mele e una arancia consente di assimilare circa 10 grammi di sostanza peptica.

Come detto all’inizio questa fibra viene ricavata da frutta e verdura, in particolare da mele, prugne, agrumi, mele cotogne ed uva spina. La fonte più ricca di pectina è quella pellicina bianca , detta albedo, che rimane attorno ai frutti degli agrumi dopo aver tolto la buccia. Questo spiega perché i nutrizionisti consigliano il frutto intero piuttosto che le spremute e i succhi di frutta, particolarmente ricchi di zuccheri ma poveri di fibre.

PECTINA E L’INDUSTRIA ALIMENTARE, USI E CONSUMI

Le proprietà che la rendono utile nel campo dell’industria alimentare e in quella dietetico-farmaceutica sono perlopiù le stesse. La pectina, come già accennato ha proprietà addensanti e gelificanti, posta a contatto con l’acqua forma una sorta di gel, rinforzato dalla presenza delle giuste quantità di acido e zucchero.

A livello microscopico, si viene così a formare un reticolo tridimensionale, tra le cui maglie rimangono intrappolate molecole di acqua ed altre sostanze alimentari. A livello macroscopico invece, grazie a questa sostanza lo spazio presente tra una cellula e l’altra dei tessuti vegetali viene “cementificato”, ciò rende maggiormente croccanti i frutti che la contengono.

Oltre alle proprietà gelificanti ed emulsionanti la pectina ha proprietà stabilizzanti e lievitanti, questo fa si che, aggiunta ai vari cibi ne migliori la spalmabilità, la morbidezza e la consistenza. Viene impiegata nella preparazione di marmellate e confetture (nella lista degli ingredienti è indicato come E440), si trova inoltre in numerosi prodotti quali caramelle gommose e balsamiche, bevande e succhi di frutta, gelatine, budini, confetti, creme da pasticceria e salse come ketchup e maionese. Viene anche usata come colla vegetale nei sigari.

Come sapranno molte delle nostre lettrici, la pectina può anche essere fatta in casa, a partire dagli scarti lavati delle bucce di frutta, per la preparazione di marmellate e confetture, mediante un processo di cui però non ci occuperemo.

Quello di cui invece voglio parlarvi è dei numerosi effetti benefici che la pectina ha sulla nostra salute.

PROPRIETA’ E BENEFICI DELLA PECTINA

PECTINA E REGOLARITA’ INTESTINALE

Essendo una fibra vegetale, la prima azione che esplica si può osservare nel nostro intestino. E’ una vera e propria calamita per l’acqua, è infatti in grado di bloccarla in un’ intricata rete trasformandosi così in una matrice gelificata ed emolliente. Sono proprio queste peculiarità a renderla utile durante il processo digestivo, garantendo una regolare funzionalità intestinale.

La pectina è utile in caso di diarrea in quanto favorisce l’addensamento delle feci, aumentandone lo spessore, permettendo loro di riacquisire una maggiore consistenza rendendole più dure. Inoltre, come già detto in precedenza, essendo una sostanza igroscopica (in grado cioè di attirare e legare l’acqua), in caso di stitichezza, può favorire l’idratazione delle feci, rendendole più morbide. Tutto ciò la rende così un prezioso alleato per chi soffre di coliti.

PECTINA E COLESTEROLO

Essendo una fibra indigeribile, la pectina a livello intestinale intrappola una certa quota di acidi biliari, ostacolandone il riassorbimento e favorendone così l’eliminazione con le feci. Questi acidi sono i primi regolatori del riassorbimento del colesterolo sia alimentare che endogeno. Gli acidi biliari si ottengono proprio a partire dalle molecole di colesterolo, quindi più si stimola la loro produzione più le concentrazioni di colesterolo nel sangue diminuiscono.

In altre parole la pectina è in grado di limitare il riassorbimento intestinale degli acidi biliari, stimolandone la sintesi ex-novo; dal momento che tale processo utilizza il colesterolo presente nell’organismo, questi prodotti riducono le concentrazioni di colesterolo LDL nel sangue, detto anche colesterolo cattivo, aumentando leggermente la frazione HDL o colesterolo buono.

Tutto questo fa della pectina un importante alleato per la nostra salute visto che la percentuale di persone che soffrono di dislipidemie, soprattutto legate agli alti valori di colesterolo, è ancora oggi in aumento.

PECTINA E GLICEMIA

E’ stato dimostrato che una dieta ricca in pectina è associata ad un minore rischio di sviluppare iperglicemia e diabete. Alla base di questo c’è la sua capacità di legare gli zuccheri a livello intestinale, favorendone l’eliminazione senza essere assorbiti. 

Questo rallentamento dell’assorbimento di zuccheri riduce anche il carico glicemico del pasto, aiutando così a mantenere i livelli della glicemia nella norma. Ciò la rende dunque utile in casi di diabete, insulino-resistenza e dismetabolismi vari.

PECTINA COME PROBIOTICO

Reagisce con i batteri intestinali naturali, o batteri buoni, che trasformano la fibra in un rivestimento lenitivo per le pareti intestinali irritate. Le pectine contribuiscono a nutrire la flora batterica intestinale benefica svolgendo in tal modo un effetto probiotico. E’ stato dimostrato che il metabolismo intestinale della pectina da parte della flora batterica residente, oltre a favorire la proliferazione dei batteri buoni ostacola indirettamente quella dei germi patogeni, originando così acidi grassi a corta catena (SCFA- SHORT CHAIN FATTY ACIDS) .

Questi agiscono a loro volta nutrendo la mucosa intestinale, contribuendo a ridurre ulteriormente i valori di colesterolo LDL nel sangue, oltre a prevenire il cancro al colon.

PECTINA E CANCRO AL COLON-RETTO

Alla base dello sviluppo di un tumore come quello colon-rettale è legata non solo una mutazione genetica di particolari geni ma anche un’azione mutagena delle sostanze tossiche presenti sulla mucosa intestinale. In altre parole più queste sostanze permangono in situ, più alto sarà il rischio di sviluppare una neoplasia.

Oltre all’azione mediata dagli SCFA, la pectina agendo da spazzino nel nostro tubo digerente, impedisce alle sostanze tossiche di permanere a contatto con la mucosa, riducendo così il rischio di sviluppare un tumore del tratto terminale dell’intestino.

Inoltre la pectina è in grado di mantenere nell’intestino un livello di pH tale da inibire lo sviluppo di metaboliti tossici coinvolti nell’insorgenza di tali forme tumorali.

PECTINA E MALATTIE CARDIOVASCOLARI

L’effetto ipocolesterolemizzante della pectina è strettamente collegato all’effetto benefico che questa ha sul nostro sistema circolatorio. Infatti una dieta ricca di questa fibra è associata ad un ridotto rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.

E’ noto anche alla comunità scientifica come la pectina possa ridurre il rischio di sviluppare ictus.

MA QUANTO E’ SICURA LA PECTINA?

L’assunzione di pectina risulta essere sicura per soggetti di tutte le fasce di età compresi anziani e bambini, anche in condizioni particolari quali gravidanza e allattamento. Pertanto non esistono controindicazioni particolari, se non in caso di specifiche intolleranze. Anche l’Unione Europea ritiene queste sostanze sicure per la salute umana.

Come in tutte le cose però bisogna evitarne un uso eccessivo, l’abuso di pectina infatti potrebbe portare ad alcuni effetti indesiderati come crampi, meteorismo, flatulenza, diarrea, nausea e dolori addominali.

PECTINA E INTERAZIONI FARMACOLOGICHE

Visto che la pectina può regolare l’assorbimento di alcune sostanze, potrebbe anche limitare la funzionalità di alcune medicine, soprattutto se si tratta di complessi liposolubili o che agiscono sull’assorbimento intestinale dei grassi.

Nello specifico la pectina potrebbe ridurre l’assorbimento di diversi principi attivi quali carotenoidi, clindamicina, digossina, lovastatina, minerali, tetraciclina. Se state pertanto seguendo un regime terapeutico  basato sull’uso di uno di questi medicinali, fate attenzione, leggete sempre il foglietto illustrativo e parlatene sempre con il vostro medico curante.

CONCLUSIONI

A parte questi piccoli ma importanti accorgimenti è indiscutibile il ruolo della pectina quale alleata della nostra salute. Essa infatti non solo previene malattie come il diabete di tipo II e l’ipertrigliceridemia, ma contrasta l’insorgenza di aterosclerosi e malattie associate quali cardiopatia ischemica, infarto miocardico, ictus e malattia arteriosa occlusiva periferica. Essa inoltre regolando il transito e lo svuotamento intestinale, aiuta a far durare il senso di sazietà, così da ridurre l’aumento di peso dovuto ad un’alimentazione spesso scorretta.

Ancora in fase di conferma da parte della comunità scientifica ci sarebbe inoltre la capacità della pectina di inibire lo stimolo del rigurgito.

Sebbene di cose da dire ne avrei ancora molte, spero, per il momento, di aver soddisfatto almeno in parte la vostra curiosità e di aver contribuito a dare una risposta alle vostre domande. Vi aspetto al prossimo articolo!!!!

Dott. Andrea Liguori