Mese: Febbraio 2020 Page 1 of 2

Ritiro dal mercato!

Un altro ritiro dal mercato. Questa volta si tratta di un farmaco antipertensivo e antianginoso, AMLODIPINA EUROGENERICI, commercializzato in Italia dall’azienda EG S.p.A.

Il lotto di cui è stato disposto il ritiro è il n. 82002V con scad. 5-2023 della specialità medicinale AMLODIPINA EU 14 CPR 10MG.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori.

Coronavirus: le semplici mascherine non servono!

L’emergenza Coronavirus è arrivata in Italia ma ce lo potevamo aspettare. E insieme al coronavirus è arrivato il senso di ansia, di inquietudine, di insicurezza. Tanto da svaligiare i supermercati e camminare con guanti alle mani e mascherine al volto.

Ma pochi sanno che le semplici mascherine chirurgiche, andate a ruba nelle farmacie e sui siti online, servono a ben poco.

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“Le mascherine più idonee ai soggetti contagiati sono quelle di classe FFP3 o FFP2, certificate in conformità alla norma UNI EN 149, con valida marcatura CE seguita dal numero dell’organismo di controllo che ne autorizza la commercializzazione”, afferma il Corriere della Sera. Le mascherine FFP3 hanno un’efficacia filtrante del 98% mentre le mascherine FFP2 hanno un’efficacia filtrante del 92%.

Ricordiamo che le mascherine servono solo alle persone contagiate per evitare di infettare chi viene a contatto con loro e non hanno alcun valore se utilizzate in soggetti sani. Non è consigliabile utilizzarle nei bambini e negli uomini con la barba a causa della poca aderenza al viso.

Altro tasto dolente in questa situazione di emergenza è la mancanza di disinfettanti o i prezzi esorbitanti che si registrano negli ultimi giorni: il prezzo del classico gel disinfettante è cresciuto del 650% – denuncia il Codacons. Gli esperti dicono che lavare le mani con acqua e sapone è sufficiente ma per chi lavora fuori ed è soggetto a continui spostamenti anche con i mezzi non è semplice.

Per questo motivo, siccome è valida in alternativa anche la soluzione alcolica, è possibile diluire l’etanolo al 96%.

Per 100 ml:

  • Etanolo 96% 63 mL
  • Acqua depurata 37 mL

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sconsiglia assolutamente “di preparare in casa igienizzanti fai da te anche in considerazione del fatto che le sostanze di partenza devono rispondere a precisi standard di qualità”.

E’ importante a questo punto ricordare i dieci comportamenti da seguire nell’emergenza Coronavirus, riportati sul manifesto stilato dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità.

  • Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche al 60% per almeno 20 secondi.
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.
  • Non toccare occhi, naso e bocca con le mani.
  • Coprire bocca e naso se si starnutisce o tossisce.
  • Non prendere farmaci antivirali o antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.
  • Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
  • Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si assistono persone malate.ù
  • I prodotti MADE IN CHINA e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi.
  • Contattare il numero verde 1500 se si ha la febbre o la tosse o se si è rientrati dalla Cina da meno di 14 giorni.
  • Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo Coronavirus.

Speriamo con questo articolo di aver contribuito a chiarire qualche dubbio. Quello che bisogna capire è che ci troviamo di fronte ad un’emergenza seria che deve essere trattata con consapevolezza e soprattutto intelligenza senza lasciarsi prendere dal panico. La paura è normale ma se ognuno di noi segue le regole con un pò di BUON SENSO, sicuramente sarà più semplice affrontare tutto.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Coronavirus: sperimentazione aperta per Clorochina!

Ci sono risultati promettenti circa la cura del Coronavirus. La buona notizia arriva da una ricerca condotta da alcuni ricercatori cinesi dell’Istituto di virologia di Wuhan, dell’Accademia cinese delle Scienze e dell’Istituto di Farmacologia e Tossicologia di Pechino, pubblicata sulla rivista scientifica Cell Research.

L’antimalarico in questione, la clorochina fosfato, si è dimostrata capace di inibire in vitro l’infezione causata dal 2019-nCov. In realtà l’idea di utilizzare la clorochina nel trattamento del Coronavirus della SARS fu proposta da Andrea Savarino, ricercatore dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e specialista in malattie infettive, nel 2003 attraverso la rivista scientifica Lancet Infectious Diseases. Egli lanciò questa ipotesi tenendo conto dei numerosi studi in cui si faceva riferimento all’azione antivirale della clorochina. Questo farmaco, inoltre, viene utilizzato in numerose patologie autoimmuni, quali il lupus eritematoso e l’artrite reumatoide, sfruttando la sua attività immunomodulante.

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Il vicepresidente del China National Center of Biotechnology Development, Sun Yanrong, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha comunicato che gli esperti suggeriscono “all’unanimità” di inserire questo farmaco nella prossime linee guida per il trattamento dell’infezione da Coronavirus.

Ovviamente questo medicinale non è scevro da effetti collaterali, quali disturbi della vista, prurito, mal di testa e disturbi gastrointestinali. Inoltre è particolarmente tossico per il sistema nervoso centrale e può provocare allucinazioni, psicosi, convulsioni e incubi.

Al momento non risultano terapie consigliate dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per la cura del Coronavirus ma solo terapie di supporto (somministrazione di fluidi, ossigeno-terapia e uso di antibiotici per trattare eventuali infezioni batteriche che si instaurano in concomitanza all’infezione virale).

Gli unici farmaci in uso su due pazienti cinesi ricoverati ormai da tempo allo Spallanzani a seguito di un infezione da Coronavirus sono due:

  • LOPINAVIR/RITONAVIR: associazione di due antivirali utilizzato nel trattamento dell’infezione da HIV negli adulti e nei bambini con età superiore ai due anni. Gli effetti collaterali più comuni sono la nausea e la diarrea. Altri effetti indesiderati registrati sono: astenia, vomito, mal di testa, dolori addominali, rash.
  • REMDESIVIR: nuovo farmaco sperimentale utilizzato contro il virus Ebola e Marburg. Nei test in vitro ha dimostrato una buona attività contro Coronavirus come SARS e MERS.

Con la speranza che questa nuova ricerca, che vede la clorochina come una possibile cura al nuovo Coronavirus, possa essere di buon auspicio.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Negli occhi il segreto per combattere le malattie neurodegenerative.

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Alcuni esperimenti pubblicati sulla rivista Acta Neuropathologica dai ricercatori del Centro Dino Ferrari, Università degli Studi di Milano, Irccs Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, in collaborazione con l’Istituto Karolinska di Stoccolma hanno dimostrato che i neuroni che muovono gli occhi potrebbero rivelarsi una valida arma contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e l’Atrofia Spinale Muscolare (SMA).

Come ben sappiamo si tratta di malattie neurodegenerative molto gravi, caratterizzate dalla progressiva morte dei motoneuroni, ovvero le cellule nervose che controllano l’attività dei muscoli scheletrici e quindi il movimento volontario. In realtà studi approfonditi hanno evidenziato che non tutti i motoneuroni vengono distrutti, quelli che controllano i movimenti oculari ad esempio sono indenni da tale danno. Nello specifico sono stati scoperti alcuni geni cruciali per la resistenza alla malattia e in particolare il gene SYT13, un gene che conferisce resistenza alla neurodegenerazione e che pertanto potrebbe essere una valida alternativa al trattamento farmacologico.

I ricercatori hanno infatti dimostrato che i neuroni oculomotori esprimono preferenzialmente Synaptotagmin 13 (SYT13) rispetto ai neuroni motori spinali vulnerabili e, aumentando l’espressione del gene SYT13 si osserva un miglioramento delle caratteristiche della malattia nelle cellule dei pazienti.

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

Farmaco ritirato!

L’AIFA ha deciso il ritiro dal mercato di due lotti del medicinale Virdex “a causa dell’alterazione dell’aspetto delle supposte e colorazione anomala in alcune confezioni del medicinale”.

Si tratta di un farmaco a base di ergotamina, caffeina e aminofenazone utilizzato nella terapia sintomatica dell’attacco acuto di emicrania.

I lotti interessati sono:

  • VIRDEX 2 mg/100 mg/250 mg supposte lotto n. 19036, scad. 03/2021 della ditta FULTON MEDICINALI SPA
  • VIRDEX 0,5 mg/100 mg/250 mg supposte lotti n. 19004 scad. 01/2021 e n. 19065 scad. 05/2021 della ditta FULTON MEDICINALI SPA.

L’AIFA comunque precisa che il ritiro non deve preoccupare in quanto si è trattato di un caso isolato.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Fenformina, come alleato nella cura del tumore cerebrale pediatrico.

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università “La Sapienza” di Roma, dell’Istituto Pasteur Italia e dell’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia coordinati dal dott. Gianluca Canettieri, ha dimostrato che la Fenformina, un tempo usata nel trattamento del diabete, è in grado di arrestare l’avanzamento del medulloblastoma, il più diffuso tra i tumori cerebrali pediatrici.

Questo farmaco agisce con un meccanismo biochimico di tipo ossidoriduttivo. In altre parole agisce su un “interruttore cellulare”, il mGPD (enzima mitocondriale Glicerolo-3 fosfato – deidrogenasi) presente nei mitocondri, inducendo un’alterazione della carica elettrica all’interno della cellula tumorale, inibendone la crescita.

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In altre parole la Fenformina “carica le cellule tumorali per spegnerle”. La scoperta sensazionale, però, è che questo stesso risultato potrebbe essere raggiunto anche con altre forme tumorali, offrendo così nuove strategie antitumorali.

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

Allergico alle arachidi? Approvato un nuovo farmaco.

L’allergia alle arachidi è un tipo molto comune di allergia e si verifica tanto negli adulti quanto nei bambini. A differenza di altri tipi di allergia, come quella alle uova o al latte, è permanente e dura tutta la vita.

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Sono tre le modalità di esposizione alle arachidi:

  • Contatto diretto: l’individuo mangia le arachidi o un alimento che le contiene.
  • Contatto incrociato: tramite ingestione di un cibo che nelle fasi di manipolazione e/o lavorazione è venuto a contatto con gli allergeni contenuti nelle arachidi
  • Per inalazione: modalità piuttosto rara che consiste nell’inalazione degli allergeni contenuti nella farina o nell’olio di arachidi.

Tra i segni e i sintomi dell’allergia alle arachidi, che possono presentarsi nel giro di pochi secondi, ritroviamo:

  • Reazioni cutanee: gonfiore, orticaria, arrossamento
  • Disturbi digestivi: nausea, vomito, diarrea, crampi allo stomaco
  • Senso di costrizione a livello della gola o delle vie aeree
  • Perdita di un flusso sanguigno adeguato verso gli organi vitali

L’effetto collaterale più grave è lo shock anafilattico, una reazione allergica grave che compare molto rapidamente, caratterizzata da un quadro clinico molto serio in cui si riconoscono: calo brusco della pressione, aumento della frequenza cardiaca, pallore in viso, prurito accentuato, ansia, tosse secca, broncospasmo, angioedema delle vie respiratorie, vomito, cianosi, collasso circolatorio, svenimento e convulsione. Se non si interviene immediatamente, lo shock anafilattico può essere fatale.

Da qualche giorno l’FDA ha dato il via libera a un nuovo medicinale per il trattamento dell’allergia alle arachidi nei bambini e ragazzi di età compresa tra i 4 e i 17 anni. Il suo nome è PALFORZIA e si tratta di un farmaco a base di farina di arachidi, confezionata in capsule di diverso colore in base al dosaggio e in bustine per il mantenimento.

Come funziona Palforzia? In realtà questo farmaco non rappresenta una vera e propria cura ma il suo intento è quello di abituare l’organismo a tollerare anche piccole quantità di arachidi. Man mano che la terapia procede, il dosaggio aumenta al fine di desensibilizzare in maniera progressiva il sistema immunitario dei pazienti agli allergeni contenuti nelle arachidi.

Gli effetti indesiderati più comuni, registrati durante gli studi, sono: vomito, nausea, dolori addominali. prurito, tosse, formicolii alla bocca, irritazione della gola e senso di oppressione, rash cutaneo, respiro corto e/o sibilante, anafilassi.

Per ora l’unica controindicazione all’utilizzo di questo medicinale è l’asma incontrollata.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

ZUCCHERO E ZOLFO: ALLEATI CONTRO I VIRUS!

Uno studio pubblicato su “Science Advances” da ricercatori dell’Università di Ginevra, dell’Università di Manchester e del Politecnico di Losanna, ha dimostrato come alcuni composti dello zolfo aggiunti a molecole derivate dal glucosio, le ciclodestrine, siano in grado di distruggere diversi ceppi virali.

Il principale limite nella lotta contro i virus è rappresentato dal fatto che i farmaci antivirali oggi attivi non portano alla morte del virus ma ne arrestano solo la crescita. Questo fa sì, quindi, che il virus possa ripresentarsi in futuro, oppure possa mutare e pertanto diventare resistente ai farmaci. Un altro aspetto da non sottovalutare inoltre è la potenziale tossicità della maggior parte degli antivirali oggi in commercio.

Lo scopo della ricerca quindi è quello di trovare molecole ad azione virucida che siano il meno tossiche possibile per l’organismo umano.

Tale risultato sembra essere stato raggiunto, almeno in vitro, dall’associazione di composti dello zolfo e ciclodestrine, che hanno dimostrato di avere un effetto virucida irreversibile. Nello specifico i virus vengono attratti dalla superficie delle ciclodestrine, per poi essere degradati dai composti dello zolfo.

Il principale vantaggio di tale scoperta è legato alla biocompatibilità di queste molecole che non solo sono indenni da meccanismi di resistenza, ma soprattutto non sono tossiche per l’uomo.

Si tratta quindi di una vera e propria rivoluzione della medicina moderna che si è già dimostrata efficace contro il virus dell’epatite C, l’HIV, il Dengue, l’Herpes simplex e lo Zika offrendo magari nuove possibilità alla lotta contro il Coronavirus (2019-nCov).

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

Coronavirus: primo italiano contagiato!

Come dice il titolo, il Coronavirus colpisce ancora. E questa volta si tratta di un ragazzo italiano di 29 anni originario di Luzzara, professione ricercatore.

E’ uno dei connazionali rimpatriato lunedì 3 febbraio da Wuhan con un volo speciale dell’Aeronautica. Si trovava nel paese cinese per festeggiare il Capodanno con la sua fidanzata.

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Appena partito da Wuhan non presentava alcun sintomo, così come dopo la visita effettuata una volta arrivato all’aeroporto militare di Pratica di mare dopo 12 ore di volo.

Scortato alla città militare della Cecchignola, era in quarantena con tutti gli altri italiani rimpatriati.

Ieri il giovane ricercatore non ha partecipato al pranzo ed è scattato l’allarme. E’ stato trasferito all’ospedale “Spallanzani” di Roma dove è stato sottoposto a diversi test, che hanno confermato il contagio da Coronavirus, e posto in isolamento. All’agenzia Ansa il ricercatore ha detto: “Sto bene, mi sento tranquillo. Al momento non ho alcun disagio particolare”. Da ieri per gli altri italiani è ripartita la quarantena per altri 14 giorni.

L’ospedale “Spallanzani” ha fatto sapere che il ragazzo contagiato attualmente ha febbre e iperemia congiuntivale ed è in trattamento con gli antivirali. Gianni Rezza, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, rassicura: “Anche se non si può escludere del tutto, ritengo molto improbabile che possa avere trasmesso l’infezione a qualcun altro dei 55 italiani rientrati, come lui, dalla città cinese di Wuhan”.

Quello che ci auguriamo dal profondo del nostro cuore è che il ragazzo, così come i due coniugi cinesi ricoverati allo “Spallanzani”, possano sconfiggere al meglio il Coronavirus e ritornare alla loro vita. dimenticando al più presto questo brutto incubo..

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Latte in ombra!!

Si sa da diverso tempo che negli allevamenti intensivi si utilizzano farmaci e antibiotici specialmente per il trattamento della mastite nelle mucche. Sulla base di una ricerca condotta dall’Università Federico II di Napoli e da quella di Valencia, pubblicata sul Journal of Dairy Science, che ha analizzato 56 confezioni di latte italiano, la rivista “Il Salvagente” ha effettuato un test su 21 marche di latte italiano fresco e UHT acquistati nei discount o nella grande distribuzione.

Questo test, ahimè, conferma la ricerca effettuata dalle Università. Sono stati riscontrati infatti tracce di alcuni farmaci in particolare desametasone (corticosteroide), amoxicillina (antibiotico appartenente alla classe delle penicilline), meloxicam (antinfiammatorio). Queste sostanze sono state evidenziate nel 49% dei campioni, in concentrazione compresa tra 0,007 e 4,53 ng/ml. Concentrazioni sicuramente molto basse ma purtroppo non trascurabili, specialmente quando si parla di bambini che assumono maggiori quantità di latte in quanto alimento fondamentale per la loro crescita. Il latte infatti ha un elevato potere nutrizionale ed è una fonte importante di grassi, proteine, lattosio, vitamine, calcio e fosforo.

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Come afferma Ruggero Francavilla, pediatra gastroenterologo dell’Università di Bari: “L’assunzione costante di piccole dosi di antibiotico con gli alimenti, oltre che aumentare l’antibiotico-resistenza, determina una pressione selettiva sulla normale flora batterica intestinale a vantaggio dei batteri resistenti agli antibiotici che diventano più rappresentati; questa informazione genetica viene trasferita ad altri batteri anche patogeni”.

Possiamo tirare comunque un sospiro di sollievo in quanto la ricerca condotta ha incontrato, nella sua valutazione, anche latti privi di queste sostanze. Tra questi ritroviamo:

  • ARBOREA LATTE INTERO UHT
  • MILA SENZA LATTOSIO UHT
  • CANDIA GRAN LATTE UHT
  • PARMALAT BONTA’ E LINEA PARZIALMENTE SCREMATO UHT
  • GRANAROLO LATTE INTERO UHT
  • PARMALAT ZYMIL ALTA’ DIGERIBILITA’ MAGRO UHT
  • SELEX ALTA QUALITA’ FRESCO
  • STERILGARDA LATTE PARZIALMENTE SCREMATO UHT
  • TODIS COLLE MAGGIO LATTE FRESCO

L’associazione Assolatte precisa: “le analisi sui campioni di latte presi in considerazione confermano la totale assenza di qualsiasi rischio per i consumatori: infatti le micotossine sono risultate completamente assenti in tutti i campioni e le tracce di antibiotici, cortisonici e antinfiammatori ritrovate in alcuni campioni sono su livelli ampiamente al di sotto di quelli di legge”.

E’ vero che è tutto in regola con i limiti di legge ma non sarebbe meglio, per la salute di tutti i consumatori, che in un alimento che si consuma più o meno tutti i giorni non ci fosse proprio traccia di queste sostanze?

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

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