L’ AIFA ha segnalato il ritiro volontario di alcuni lotti del medicinale MITOMICINA, un antitumorale appartenente alla classe degli antibiotici, della ditta MEDAC pharma srl.
Nello specifico si tratta dei lotti n. C0180101A con scad. 31/03/2020 e n. D180106A con scad. 31/03/2020 del medicinale MITOMICINA MEDAC 1 MG/ML, polvere per soluzione iniettabile/per infusione o per uso endovescicale.
L’ AIFA ha segnalato il ritiro volontario di un lotto del medicinale ABESARTAN 150 mg 28 compresse della ditta Genetic SpA Srl.
Il lotto in questione è il n. 1390419 con scadenza 06/2022. Si tratta di un farmaco impiegato per il trattamento di varie malattie e patologie come l’ ipertensione.
L’ AIFA con una nota informativa precisa che tra gli effetti collaterali dei contraccettivi ormonali si ritrovano depressione e comportamenti suicidari.
Per questo motivo, dopo la segnalazione di alcune donne in terapia con un contraccettivo ormonale di depressione o umore depresso, si è presa la decisione di aggiornare il foglietto illustrativo con la seguente avvertenza:
“L’ umore depresso e la depressione sono effetti indesiderati ben noti dell’uso dei contraccettivi ormonali. La depressione può essere grave ed è un fattore di rischio ben noto per il comportamento suicidario e il suicidio. Alle donne va consigliato di contattare il medico in caso di cambiamenti d’umore e sintomi depressivi, anche se insorti poco dopo l’inizio del trattamento”.
I principi attivi interessati dalla modifica sono:
Nella nota si specifica che l’avvertenza vale per tutti i contraccettivi con questi principi attivi in vendita in farmacia: compresse, cerotto transdermico, dispositivo vaginale, dispositivo intrauterino, impianto per uso sottocutaneo ed anello vaginale.
E’ proprio di oggi, mercoledi 20 novembre, la notizia del ritiro di alcuni lotti del medicinale buscopan antiacido, contenente ranitidina, dell’azienda farmaceutica Sanofi.
Nello specifico si tratta dei lotti BUSCOPAN ANTIACIDO 10 CPR EFF 75 mg.
L’azienda informa che il farmaco oggetto del ritiro è il BUSCOPAN ANTIACIDO e non il BUSCOPAN, contenente scopolamina butilbromuro e utilizzato nel trattamento di stati spastico-dolorosi del tratto gastro-enterico e genito-urinario.
L’AIFA ha disposto il ritiro dalle farmacie 5 lotti di omeprazolo Sandoz, un farmaco utilizzato nel trattamento dell’ulcera, del reflusso gastroesofageo e della sindrome di Zollinger-Ellison (sindrome caratterizzata da eccessiva secrezione acido-gastrica, ulcere peptiche e tumori pancreatici secernenti gastrina).
I lotti di OMEPRAZOLO SANDOZ BV 40MG polvere per soluzione per infusione 5 FL da 10 ml ritirati sono:
L’azienda farmaceutica Pensa Pharma S.p.a. ritira volontariamente alcuni lotti di farmaci contenenti ranitidina, un noto medicinale antiulcera.
I lotti oggetto del ritiro sono:
RANITIDINA PEN 20 CPR RIV 150 mg:
lotto n. A170076 scad. 1-2020
lotto n. A170945 scad. 6-2020
lotto n. A171187 scad. 8-2020
lotto n. A171750 scad. 12-2020
RANITIDINA PEN 20 CPR RIV 300 mg:
lotto n. A170075 scad. 1-2020
lotto n. A170945 scad. 6-2020
lotto n. A171187 scad. 8-2020
L’azienda tiene a precisare che per il momento il ritiro interessa solo i lotti sopra citati con scadenza 2020.
Se in casa vi trovate confezioni di Ranitidina Pen con uno di questi lotti riportateli dove li avete acquistati e chiedete il cambio con prodotti non oggetto del richiamo o fatevi rimborsare l’intera somma spesa.
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Occupational & Environmental Medicine” il lavoro notturno, per via di un disallineamento circadiano, potrebbe avere effetti dannosi sulla salute. Più precisamente lavorare di notte porterebbe ad un aumento dei livelli di glucosio nel sangue con elevate probabilità di sviluppare il diabete mellito di tipo 2.
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Stando al parere dei ricercatori il rischio è maggiore per gli uomini, e pare sia legato ai livelli di testosterone, l’ormone maschile per eccellenza. Mentre di giorno i livelli ormonali seguono il normale ritmo circadiano, di notte si osserva una loro progressiva riduzione, alla quale si associano una situazione di insulino-resistenza e un’alterata regolazione ipoglicemica. Condizioni queste che possono per l’appunto favorire l’insorgenza della patologia diabetica, di malattie cardiovascolari e di diversi tipi di cancro; fermo restando che l’ereditarietà e uno stile di vita malsano e sregolato restano tra i principali fattori predisponenti queste condizioni patologiche.
Il CHMP (Comitato per i medicinali per uso umano dell’EMA) ha approvato sette medicinali nella riunione di novembre 2019.
Il primo farmaco che ha ricevuto l’approvazione all’immissione in commercio è Isturisa (osilodrostat) per il trattamento della sindrome di Cushing, una patologia in cui il corpo produce una quantità eccessiva di ormone corticosteroideo.
Il secondo farmaco è Mayzent (siponimod) per il trattamento di pazienti adulti con sclerosi multipla progressiva secondaria con malattia attiva evidenziata da recidive o caratteristiche di imaging dell’attività infiammatoria.
Il terzo farmaco approvato è Polivy (polatuzumab vedotin) per il trattamento di un raro tumore del sangue, il linfoma a grandi cellule B diffuso recidivante / refrattario.
Il quarto farmaco approvato è Sunosi (solriamfetolo) per il trattamento dell’eccessiva sonnolenza diurna nei pazienti con narcolessia e apnea ostruttiva del sonno.
Il quinto farmaco approvato è Tavlesse (fosfamatinib) per il trattamento della trombocitopenia immunitaria primaria, una patologia caratterizzata dalla distruzione delle piastrine e dalla ridotta produzione piastrinica.
Di altri due farmaci il CHMP ha raccomandato il rilascio all’immissione in commercio:
Clopidrogel / Acido acetilsalicilico Mylan per la prevenzione di eventi aterotrombotici.
Deferasirox Accord per il trattamento del sovraccarico cronico di ferro dovuto a trasfusioni di sangue in pazienti con beta talassemia e altre anemie.
Come si intuisce dal titolo, l’articolo di questa settimana parlerà in maniera semplice e, per varie ragioni, riduttiva della malattia di Alzheimer e di quello che si nasconde dietro questa patologia, subdola e progressiva, che colpisce non solo la persona affetta ma anche tutte le persone che le stanno intorno.
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COS’E’ LA MALATTIA DI ALZHEIMER?
La malattia di Alzheimer, descritta per la prima volta dal neurologo tedesco Alois Alzheimer e dal medico italiano Gaetano Perusini, è una malattia neurodegenerativa cronica e invalidante caratterizzata da progressivo deterioramento cerebrale e demenza. Colpisce intorno ai 65 anni di età e in maggior misura le donne rispetto agli uomini.
CAUSE DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER
Le cause della malattia di Alzheimer non sono ancora note ma la predisposizione genetica sembra avere un ruolo fondamentale; infatti circa il 5-15% è familiare, ha cioè carattere ereditario.
SINTOMI DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER
La caratteristica fondamentale della malattia di Alzheimer è una demenza che insorge in maniera subdola e con decorso progressivo caratterizzato da perdita della memoria a breve termine, disfunzione del linguaggio, disorientamento spazio-temporale, scarsa capacità di giudizio, difficoltà di concentrazione.
Inoltre si possono verificare cambiamenti dell’umore e della personalità. Chi soffre di questa malattia può diventare confuso, sospettoso nei confronti delle altre persone, depresso, ansioso, spaventato, può perdere interesse nei confronti di ciò che prima piaceva (un hobby, la squadra del cuore), può non volere più socializzare, può diventare irascibile quando una routine viene interrotta. Anche i disturbi comportamentali come agitazione, urla, allucinazioni, vagabondaggio, aggressione fisica e idee persecutorie sono molto frequenti.
I sintomi della malattia di Alzheimer si sviluppano gradualmente e man mano che la malattia va avanti diventa sempre più critica: si iniziano a dimenticare i nomi di amici e familiari, si ha bisogno di assistenza nel lavarsi, vestirsi, mangiare o andare in bagno, ci si perde anche in casa propria, non si riesce più a camminare o a prendersi cura di se stessi per arrivare a incontinenza e difficoltà nel parlare, mangiare e deglutire. Questi cambiamenti spingono il paziente a letto con il rischio di denutrizione, piaghe da decubito e infezioni.
La malattia di Alzheimer è una malattia che peggiora con il tempo; chi soffre di questa malattia vive in media 8-10 anni dopo che i sintomi sono diventati evidenti.
COSA CAMBIA NEL CERVELLO DI CHI SOFFRE DI ALZHEIMER?
Nel sistema nervoso di chi soffre di questa patologia si possono osservare varie alterazioni microscopiche ma sicuramente le alterazioni più evidenti a livello cerebrale sono la presenza di placche di proteina beta-amiloide in sede extracellulare e la formazione di matasse neurofibrillari, costituiti da filamenti formati dalla forma fosforilata della proteina Tau, in sede intracellulare.
A livello macroscopico, la malattia di Alzheimer è caratterizzata da modificazioni nella forma dei neuroni e dalla distruzione di molti di essi in particolar modo nel nucleo basale di Meynert e nel locus coeruleus. Si osserva inoltre una diminuizione di peso del cervello, atrofia corticale e deficit di alcuni sistemi di neurotrasmissione.
DIAGNOSI DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER
Non esiste un test specifico e l’unico modo per fare una diagnosi certa di malattia di Alzheimer è attraverso l’identificazione della placche amiloidi nel tessuto cerebrale post-mortem.
Durante il decorso della malattia si può fare solo una diagnosi “probabile” o “possibile” di malattia di Alzheimer.
Per questo i medici si avvalgono di anamnesi medica, esami clinici (esami del sangue, delle urine, del liquido spinale), test neuropsicologici ed esami strumentali (TAC, risonanza magnetica, PET, SPECT).
TRATTAMENTO DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER
Non esiste alcun farmaco capace di prevenire o guarire il morbo di Alzheimer. Poichè nella malattia di Alzheimer si sono riscontrati ridotti livelli di un neurotrasmettitore, l’acetilcolina, l’approccio più accreditato prevede l’utilizzo di farmaci inibitori reversibili dell’acetilcolinesterasi (AChE), l’enzima responsabile della degradazione dell’acetilcolina. Bloccando questo enzima, aumentano i livelli di questo neurotrasmettitore nel cervello. Questi farmaci sono solo sintomatici, ovvero migliorano i sintomi ma non rallentano la progressione della malattia.
In Italia sono approvati:
Donepezil: selettivo per AChE nel SNC (monosomministrazione giornaliera).
Rivastigmina: selettivo per AChE nel SNC (minori effetti colinergici periferici).
Galantamina: alcaloide che agisce in parte inibendo l’azione dell’AChE e in parte attivando i recettori colinergici nicotinici cerebrali.
Purtroppo nessun farmaco è capace di far regredire la malattia; la terapia mira solo a contenere i sintomi e rendere la vita il più dignitosa possibile.
Tra le terapie non farmacologiche la più efficace, nei soggetti con un livello cognitivo di grado lieve/moderato, è la terapia di orientamento alla realtà (R.O.T.). Questa tecnica terapeutica, messa a punto da Folsom nel 1958, tende a ridurre l’isolamento della persona affetta da Alzheimer cercando di preservare il più possibile l’orientamento rispetto a sè, all’ambiente che lo circonda e alla propria storia personale.
Esistono due modalità di R.O.T. : R.O.T. formale (R.O.T. in classe) e R.O.T. informale (R.O.T. 24 ore).
Alla R.O.T. può anche essere associata la tecnica del MEMORY TRAINING che consiste in un ciclo di esercizi per la memoria ( attività di cucina, di cura e igiene personale, attività legate alla comunicazione o all’abbigliamento) svolto in regime di Day-hospital da un operatore formato alla presenza di un familiare.
CONSIDERAZIONI PERSONALI
Fin dai tempi dell’università ho sempre studiato con grande passione le malattie neurodegenerative, ovviamente nell’ambito del mio campo. Sono malattie che, al di là dei sintomi devastanti che nel tempo peggiorano, rendono difficile anche la vita delle persone vicine. Bisognerebbe fare molto di più per le persone che soffrono di queste patologie e comprendere che, anche se i ricordi e la memoria svaniscono, la loro vita e il loro passato restano. Ed è per questo che è giusto trattarli con RISPETTO e DIGNITA’.