Mese: Maggio 2023

La Salute vien….dall’intestino!

Come ogni anno, l’inizio della primavera da il via alle prime fioriture e i pollini liberati nell’aria da alberi e fiori portano con sé anche le tanto temute allergie. E se vi dicessi che le allergie nascono dall’intestino??? Ebbene si, gli immunonutrizionisti del CEINGE, centro di eccellenza dell’Azienda Ospedaliera Universitaria e della Federico II con la collaborazione dei ricercatori della Task Force di Ateneo per gli Studi sul Microbioma, hanno scoperto alterazioni del microbioma nei bambini affetti da allergia.

In questo articolo vorrei parlarvi proprio della relazione tra il microbioma e le reazioni allergiche.

Secondo alcune ricerche dell’Istituto Superiore di Sanità, circa il 30% della popolazione pediatrica mondiale soffre di allergie primaverili e non. In Italia le allergie sono tra le principali patologie croniche dell’infanzia, ne soffrono almeno 25 bambini su 100 con una frequenza in netta crescita, basti pensare che negli ultimi anni nel nostro paese la percentuale di bambini allergici è più che triplicata.

Ogni reazione allergica è a sé e può coinvolgere un organo, un sistema o più organi contemporaneamente. Possiamo distinguere infatti allergie respiratorie, cutanee e allergie alimentari, tenendo presente che queste possono anche coinvolgersi tra loro.

Lo scopo di questo studio, è quello di dimostrare il legame tra fattori ambientali, dieta e stile di vita e mutazioni del microbioma con il conseguente sviluppo di patologie allergiche. In particolare sono state identificate alterazioni della struttura e delle funzioni del microbioma intestinale in grado di determinare non solo la comparsa di allergie respiratorie e alimentari ma anche di condizionarne il decorso clinico.

E’ molto interessante la scoperta di una stretta correlazione tra le modalità di parto, l’allattamento al seno, con il microbiota e le allergie.

I bambini nati per via vaginale, ricevono la maggior parte dei loro batteri intestinali dalla madre, presentando un microbioma più ricco e variegato, ne deriva un sistema immunitario più forte che li rende meno propensi a sviluppare episodi allergici.

A differenza del parto naturale, con il cesareo, il neonato invece di attraversare il canale vaginale in cui, come abbiamo visto, si verifica la colonizzazione da parte del microbiota materno, il bambino passa attraverso un percorso sterile, che ritarda lo sviluppo del microbiota intestinale e ne modella la colonizzazione secondo schemi simili alla pelle materna. I bambini nati con taglio cesareo presentano una ridotta diversità microbica, di Bacteroides, Bifidobatteri ed Escherichia coli, e un elevato livello di Klebsiella, Enterobacter, Enterococcus e Clostridi che, nei primi anni di vita li rende più vulnerabili a malattie allergiche, asma, rinite allergica ed eczema. Un altro aspetto da considerare è l’allattamento. Durante l’allattamento al seno vengono fornite al bambino alcune sostanze immunomodulanti e anticorpali che non ritroviamo nel latte artificiale. In particolare alcuni batteri presenti nel latte materno potrebbero arrivare nell’intestino dei bambini e influenzarne lo sviluppo del microbiota. Ne deriva pertanto che un bambino allattato al seno presenta un sistema immunitario più forte e sia pertanto meno propenso a sviluppare allergie.

La salute intestinale quindi  è il primo grande fattore da cui iniziare a lavorare nell’ambito di ogni patologia, anche nel caso delle allergie stagionali. Questo è importante perché quotidianamente veniamo in contatto con fattori che agiscono sul nostro microbioma e su quello dei nostri figli, influenzando la nostra salute.

Il potenziale impatto del microbiota sulle malattie allergiche nei bambini trova un ulteriore conferma nel fatto che:

  • studi epidemiologici hanno dimostrato che l’esposizione materna agli ambienti agricoli durante la gravidanza è associata a una riduzione dei tassi di asma, rinite allergica ed eczema nei loro bambini;
  • il possesso di un animale domestico incrementa la diversità microbica del microbioma nella prima infanzia riducendo il rischio di allergie, asma e altre malattie atopiche;
  • i bambini con un numero maggiore di fratelli hanno una ridotta incidenza di malattie allergiche, poiché l’ordine di nascita e le dimensioni della famiglia possono mediare i loro effetti protettivi. E’ stato dimostrato infatti che più fratelli maggiori un bambino ha, più il suo microbiota intestinale sarà povero di clostridi e ricco di Lactobacillus e Bacteroides;
  • l’esposizione agli antibiotici nella prima infanzia, inoltre, può influenzare negativamente la colonizzazione batterica del microbiota di un bambino, riducendone le difese immunitarie. Sembra infatti esserci un’associazione tra esposizione agli antibiotici sia in fase prenatale che postnatale e lo sviluppo di malattie allergiche e asma.

Possiamo quindi concludere che la colonizzazione microbica precoce svolge un ruolo importante nello sviluppo del sistema immunitario innato e adattivo di ognuno di noi. Un forte sbilanciamento dei batteri intestinali contribuisce ad aumentare i livelli di anticorpi IgE, i quali una volta secreti causano il rilascio di istamina e altri fattori infiammatori. Dunque, in presenza di disbiosi intestinale, saremo più suscettibili ad allergie e infiammazioni.

Dott. Andrea Liguori

Il “ritorno” della scarlattina…

Ultimamente si sente parlare molto del ritorno della scarlattina.. in realtà non è mai scomparsa.. capire cos’è e come riconoscerla è fondamentale per non andare subito in panico.

COS’È LA SCARLATTINA?

La scarlattina è una malattia esantematica contagiosa dovuta ad un’infezione causata dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A (Streptococcus pyogenes), un batterio normalmente presente nelle mucose di naso e gola. Si tratta di una complicanza del mal di gola da streptococco. Questo batterio, nel caso della scarlattina, produce una tossina chiamata eritrogenica a cui il nostro organismo reagisce con la comparsa di puntini rossi, il cosiddetto esantema.
La scarlattina colpisce i bambini in età prescolare e scolare (3-10 anni ca) e anche gli adulti, seppur raramente, e a differenza di altre malattie esantematiche è l’unica innescata da un batterio.

TRASMISSIONE E INCUBAZIONE

La trasmissione avviene essenzialmente in 2 modi:

  1. Inalazione diretta di goccioline respiratorie
  2. Toccando oggetti contaminati e successivamente portando le mani su bocca o naso (questo perché lo streptococco pyogenes è molto resistente alle condizioni ambientali).

Il tempo di incubazione varia dai 2 ai 5 giorni dopo l’esposizione al batterio.

SINTOMI

I sintomi e la loro comparsa possono ovviamente variare da un soggetto a un altro. Il mal di gola, molto intenso, è il sintomo per eccellenza della scarlattina accompagnato da dolore alla deglutizione.

Altri sintomi sono:

Febbre

Tonsille rosse e gonfie con la presenza o meno di pus

Linfonodi latero-cervicali gonfi (come nel caso della mononucleosi che però è un’infezione virale)

Puntini rossi sul palato

Nausea o vomito

Nel primo giorno della scarlattina si ha la comparsa improvvisa di un forte mal di gola, brividi e febbre molto alta fino a 40 gradi.

Nel secondo giorno continuano febbre e mal di gola e compare l’esantema, caratterizzato da piccoli elementi maculo-papulosi ravvicinati e in rilievo, che colpisce principalmente il viso, ad eccezione della zona tra naso, bocca e mento.
Nel terzo giorno la lingua si riveste di una patina bianca e pian piano inizierà a desquamare assumendo un intenso colorito rossastro (“lingua a lampone”). I puntini rossi dal viso e dal collo passano al torace e agli arti e si notano particolarmente in corrispondenza delle pieghe cutanee (gomito, cosce e inguine).

L’esantema nel giro di una settimana scompare lasciando la pelle screpolata per circa 10-14 giorni. In questa fase, con la desquamazione della pelle, potrebbe comparire anche prurito.

TERAPIA E DIAGNOSI

La diagnosi della scarlattina è essenzialmente clinica. Nei casi dubbi basterà effettuare un tampone faringeo che risulterà positivo allo streptococco se è in corso la malattia.
La terapia prevede l’assunzione di antibiotici per almeno 10 giorni. L’antibiotico di prima scelta nella cura della scarlattina è l’amoxicillina o in alternativa, se si è allergici, principi attivi appartenenti alla classe dei macrolidi come claritromicina . È fondamentale seguire la terapia per tutto il tempo necessario, senza interromperla appena si ha la remissione dei sintomi, per evitare serie complicazioni a carico di polmoni, orecchio e in rari casi cuore, sistema nervoso e reni.
Purtroppo ultimamente si sta registrando un boom di casi di scarlattina e accanto a questi la carenza dell’amoxicillina in tutta Italia. Infatti sul sito dell’AIFA l’antibiotico di punta nel trattamento della scarlattina risulta essere nella lista dei farmaci carenti.

A presto con un nuovo articolo!

Dott.ssa Chiara Caridi

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