“Raffreddore amico”

Recenti studi hanno dimostrato come un comune raffreddore potrebbe proteggerci dal Covid-19. Il raffreddore è una malattia virale causata dal rhinovirus umano, un virus che generalmente causa sintomi che possono durare pochi giorni o una settimana.

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Sebbene il virus SARS-CoV-2 sia diverso e molto più pericoloso rispetto al rhinovirus, entrambi sottopongono il sistema immunitario ad un continuo allenamento in modo tale da rafforzarlo e prepararlo per le successive infezioni.

Gli scienziati dell’Università di Glasgow hanno studiato le cellule respiratorie umane infettate da SARS-CoV-2 e hanno esaminato come avviene normalmente l’infezione. In seguito hanno replicato lo stesso processo, ma con la presenza del rhinovirus umano. Questi esperimenti hanno dimostrato che la risposta immunitaria innata innescata dal comune virus del raffreddore sembra bloccare la replicazione del SARS-CoV-2 nelle cellule.

Nello specifico è stato osservato che gli anticorpi prodotti dal rhinovirus sono in grado di legarsi a una delle due subunità di cui è composta la proteina Spike di SARS-CoV-2, la S2 che è simile negli altri coronavirus. Le due subunità, S1 e S2, della proteina Spike svolgono funzioni diverse, la subunità S1 consente al virus di attaccarsi alle cellule ed è differente tra i diversi coronavirus, la subunità S2 invece, consente l’ingresso del virus nelle cellule e come abbiamo visto è più simile a quella di altri coronavirus. 

In altre parole la risposta immunitaria causata da infezioni lievi e comuni del virus del raffreddore, potrebbe fornire un certo livello di protezione transitoria contro la SARS-CoV-2. Tale fenomeno è noto come “immunità crociata”: persone che entrano in contatto con alcuni virus, in questo caso i coronavirus del comune raffreddore, possono sviluppare difese contro virus simili, come SARS-CoV-2.

E’ chiaro che è impossibile consentire una più ampia diffusione comune del raffreddore senza aumentare il problema Covid-19 pertanto l’unica via d’uscita certa da questa pandemia rimane la vaccinazione di massa.

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

Un vaccino “diverso”…

Se davvero questo nuovo studio darà risultati incoraggianti in tutte le sue fasi, sarà una svolta gigantesca nella ricerca scientifica sul Covid-19!!

Di cosa si parla? Di un vaccino “diverso”.. un vaccino in compresse..

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La Orovax Medical, azienda israelo-statunitense con sede a Gerusalemme, sta sperimentando un vaccino in compresse che ha già fornito risultati positivi nella sperimentazione pre-clinica sugli animali. Infatti dopo una singola dose è capace di produrre gli anticorpi atti a contrastare il Covid-19.

Si tratta di un vaccino a base di lievito che ha come bersaglio non solo la proteina Spike ma anche le altre tre proteine strutturali del virus.

Ovviamente il vaccino in compresse ha molti vantaggi:

  • è semplice da somministrare (basta un bicchiere d’acqua)
  • niente più iniezioni
  • non sono necessarie temperature fredde per la conservazione
  • costi ridotti
  • meno effetti collaterali

L’azienda ha fatto sapere che il vaccino sembra fornire protezione non solo contro il virus classico ma anche contro le varianti che si stanno facendo piano piano strada nel nostro paese e che prevede di iniziare uno studio clinico di fase 1 durante il secondo trimestre del 2021.

Attendiamo nuovi sviluppi…

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Dalla natura un aiuto contro il Covid-19!!!

E’ di qualche ora fa la notizia che un composto naturale, I3C (Indolo 3- Carbinolo), presente in quasi tutte le piante crucifere (broccoli, rucola, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, ravanelli, cime di rapa, verza, senape ecc..), può contrastare l’uscita del virus dalle cellule infette evitando così di diffondersi in tutto l’organismo. Questo composto che rappresenta già la terapia per alcune patologie rare potrebbe essere molto presto testato sull’uomo e approvato velocemente, se verrà confermata la sua efficacia.

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La scoperta è stata fatta da un gruppo internazionale di studiosi coordinati dai Prof. Giuseppe Novelli ( (Università di Tor Vergata, Università del Nevada) e Pier Paolo Pandolfi (Università di Torino, Università del Nevada). Allo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Cell Death & Disease (Nature) hanno collaborato anche l’Ospedale “Bambino Gesù” di Roma, l’Istituto “Spallanzani” e l’ Ospedale “San Raffaele” di Roma, insieme a diverse istituzioni americane (Harvard, Yale, Rockfeller, NIH, Mount Sinai, Boston University), canadesi (Università di Toronto) e francesi (INSERM Parigi, Hopital Avicenne).

Il gruppo del Prof. Pier Paolo Pandolfi conosce già molto bene l’I3C perchè la sua equipe, qualche anno fa, ha scoperto che questo composto naturale è capace di sbloccare, in vitro, il gene oncosoppressore PTEN ( uno dei geni che contrasta la crescita dei tumori). Questo meccanismo coinvolge l’enzima WWP1 che viene legato e bloccato proprio dall’I3C.

I ricercatori hanno lavorato duramente e hanno scoperto che il Covid-19, per uscire dalle cellule infette e viaggiare in tutto l’organismo, ha bisogno di alcuni enzimi (appartenenti alla classe delle ubiquitin ligasi) che sono localizzati a livello polmonare e in altri tessuti di pazienti colpiti dal virus. Il composto naturale I3C blocca l’azione di questi enzimi e di conseguenza l’uscita del virus dalle cellule e la replicazione all’interno del corpo.

Come afferma Pandolfi: ” I vaccini, pur essendo molto efficaci, potrebbero non esserlo più in futuro, perché il virus muta, e quindi è necessario disporre di più armi per combatterlo. La scoperta su I3C è importante, e ora dobbiamo avviare studi clinici per dimostrare la sua potenziale efficacia. Sarà importante valutare se I3C possa anche ridurre le gravissime complicazioni cliniche che molti pazienti sperimentano dopo aver superato la fase acuta dell’infezione. Questo rappresenterà un grave problema negli anni a venire, che dovremo gestire. Dobbiamo anche andare avanti nella ricerca farmacologica, per identificare ulteriori composti e terapie efficaci adesso per Covid-19, e per altri virus che saremo chiamati ad affrontare in futuro”.

Speriamo davvero che questo composto possa dimostrare la sua efficacia nelle altre fasi di sperimentazione per avere una valida alternativa ai vaccini.

Anche in questo la natura ci aiuta!!!

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Johnson & Johnson, arriva il vaccino monodose!

Dopo essere stato valutato come sicuro ed efficace, nel panorama dei vaccini anti Coronavirus si affaccia il vaccino Johnson & Johnson, il quarto vaccino approvato dall’EMA, dopo quelli Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca. Il vaccino sviluppato da Janssen Pharmaceutica NV, una filiale belga di Johnson & Johnson, è stato approvato per tutte le fasce d’età oltre i 18 anni e verrà prodotto in Italia.

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QUALI VANTAGGI OFFRE QUESTO VACCINO?

Si tratta di un vaccino monodose, facilmente maneggevole, che può rimanere stabile per due anni a circa -20 °C. Questo vaccino potrà essere conservato per almeno 3 mesi nella maggior parte dei frigoriferi standard a temperature tra i 2° e gli 8 °C. Il vantaggio principale offerto da questo prodotto consiste nel fatto che sarà sufficiente una sola iniezione per completare l’immunizzazione di ogni soggetto, permettendo così di accelerare la campagna vaccinale.

IN COSA CONSISTE IL VACCINO?

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Per quanto riguarda le caratteristiche, il vaccino Johnson & Johnson è costituito da un Adenovirus (nello specifico l’Adenovirus 26) modificato in maniera tale da contenere il gene per la produzione della proteina Spike di Sars-CoV-2. Una volta somministrato il vaccino, questa proteina stimolerà il sistema immunitario dell’ospite a produrre anticorpi e attiverà i globuli bianchi per bersagliarla. L’Adenovirus contenuto nel vaccino non può riprodursi e pertanto non causa malattie. A differenza dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna, che memorizzano le istruzioni in RNA a filamento singolo, questo utilizza DNA a doppio filamento. Il DNA non è fragile come l’RNA e il rivestimento proteico dell’Adenovirus aiuta a proteggere il materiale genetico all’interno. Questo spiega la stabilità e la “robustezza” del vaccino Johnson & Johnson.

QUANTO E’ EFFICACE?

Stando alle analisi pubblicate dalla Food and Drug Administration USA dopo la sperimentazione su 45mila persone, il vaccino contro il Coronavirus sviluppato da Johnson & Johnson si è dimostrato efficace e sicuro fornendo una forte protezione contro la grave malattia e la morte dovute al Covid-19. Il siero nella fase di sperimentazione ha dimostrato di avere un tasso di efficacia complessiva del 72%, che sale all’86% nel caso di forme gravi, con una lieve flessione per gli over 60. Arriva poi a toccare l’87,8% nel bloccare le infezioni asintomatiche. Inoltre, al momento, presenta effetti collaterali notevolmente inferiori rispetto a Pfizer e Moderna, senza segnalazioni di gravi reazioni allergiche. Questo è un aspetto da non trascurare considerando la paura e la sfiducia nei precedenti vaccini, da parte di molti. Il farmaco ha anche mostrato una discreta efficacia contro la variante sudafricana.

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI?

Rispetto agli altri vaccini, questo presenta effetti collaterali lievi o moderati, risolvibili nella maggior parte dei casi entro un paio di giorni dalla vaccinazione. I più comuni sono dolore al sito di iniezione, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari e nausea.

QUANDO ARRIVERA’ IN ITALIA?

Il vaccino dovrebbe arrivare in Italia entro questa primavera, le prime dosi dovrebbero arrivare ed essere distribuite già nella seconda metà di aprile. L’UE ha ordinato 200 milioni di dosi in totale, destinandone circa 27 milioni all’italia, nel corso dell’intero 2021.

Dott. Andrea Liguori

In fase di sperimentazione…

All’ ospedale San Martino di Genova, nella clinica di malattie infettive, è partita la sperimentazione degli anticorpi monoclonali (in corso di sperimentazione anche in altre città italiane) e a breve, tra la fine del mese di marzo e la prima settimana di aprile partirà la sperimentazione di un farmaco antivirale, il molnupavir.

Queste sono le nuove armi che sembrano essere efficaci nel contrastare la pandemia da Covid-19. Con gli anticorpi monoclonali sono stati trattati dal 18 marzo 4 pazienti positivi al Covid, due uomini e due donne. Il primo paziente trattato è stato un anziano cardiopatico di 71 anni, intercettato grazie al medico di base. “Gli anticorpi monoclonali- afferma- il primario della Clinica di Malattie Infettive, Matteo Bassetti: ” Devono essere somministrati molto precocemente entro 72 ore dalla positività del tampone o entro dieci giorni dall’esordio dei sintomi. Per far questo bisogna occorre a prendere i pazienti a casa ovvero intercettarli precocemente. I malati candidabili a questa cura sono pazienti con più di 65 anni o con comorbidità, o soggetti in cui il covid può dare una malattia più grave. Li abbiamo aspettati tanto e finalmente sono arrivati»

Se i risultati saranno incoraggianti, il nuovo farmaco antivirale molnupiravir rappresenterà una vera e propria rivoluzione contro il Covid-19. Questo perchè è un farmaco in compresse e potrebbe essere utilizzato come trattamento domiciliare.

Sempre il primario della Clinica di Malattie infettive, Matteo Bassetti, sul nuovo farmaco afferma:” Avevamo chiesto di sperimentare il molnupiravir più di sei mesi fa. Nel frattempo il farmaco ha presentato dati interessanti, riduce nei primi cinque giorni di trattamento la carica virale nel 100% dei pazienti. Ha un effetto antivirale molto rapido e ha il grande vantaggio di essere disponibile in pastiglie”.

Speriamo davvero che entrambe le sperimentazioni andranno a buon fine in modo da avere più di una soluzione a questa tremenda pandemia che ormai, da più di un anno ci perseguita!

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Dott.ssa Chiara Caridi

Dott.Andrea Liguori

AstraZeneca: “secondo” OK!!

E’ arrivato nella giornata di ieri 18 marzo il secondo OK dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) per il vaccino AstraZeneca, dopo lo stop in via precauzionale per far luce su alcuni decessi avvenuti dopo la sua somministrazione.

Nella conferenza di ieri la Direttrice dell’EMA, Emer Cooke, ha detto: “il nostro Comitato di esperti per la sicurezza dei farmaci, il Comitato di farmacovigilanza e di valutazione del rischio è giunto a una conclusione sulla revisione dei casi di coaguli del sangue e di persone vaccinate con il vaccino AstraZeneca. Il Comitato è arrivato a una chiara conclusione scientifica: questo è un vaccino sicuro ed efficace, i suoi benefici nel proteggere le persone dal Covid-19 superano i possibili rischi. Il Comitato ha inoltre concluso che il vaccino non è associato ad un aumento del rischio complessivo di eventi tromboembolici e coaguli del sangue. Durante l’indagine e la revisione abbiamo iniziato a vedere un piccolo numero di rari e insoliti casi di disturbi della coagulazione, ma molto gravi, e questo ha poi innescato una revisione più mirata.”

Nonostante l’OK, comunque, l’EMA non esclude che la somministrazione del vaccino possa essere legata a casi di trombosi con trombocitopenia molto rari. Per questo motivo il PRAC, ovvero il Comitato per la sicurezza dell’EMA, afferma: “Sebbene molto rari è molto importante rimanere vigili una volta che il vaccino continuerà ad essere somministrato. E’ inoltre di estrema importanza che i professionisti sanitari e le persone che riceveranno il vaccino siano consapevoli di questi possibili effetti collaterali e possano individuare eventuali sintomi che potrebbero verificarsi dopo la vaccinazione”. Il PRAC ha quindi annunciato che verrà modificato il foglietto illustrativo e il consenso informato in modo tale da fornire ai sanitari e ai cittadini le giuste informazioni.

In sostanza, secondo quanto stabilito dall’EMA il vaccino è sicuro ma può provocare raramente casi di trombosi in particolare “trombosi venosa cerebrale” causata dall’occlusione di una vena nel cervello. Si invitano perciò tutti quelli che dopo la vaccinazione accusano alcuni sintomi- “affanno, dolore al petto o allo stomaco, gonfiore o freddo a un braccio o una gamba, mal di testa grave o in peggioramento o visione offuscata dopo la vaccinazione, sanguinamento persistente, piccoli lividi multipli, macchie rossastre o violacee o vesciche di sangue sotto la pelle”- a consultare subito il medico di famiglia.

Da oggi pomeriggio alle 15 sono riprese in Italia le vaccinazioni con AstraZeneca… nella speranza che questo vaccino sia DAVVERO sicuro!!

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea LIguori

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Moderna: al via anche nei più giovani!

E’ ufficialmente iniziato il test di fase 2 e 3 del vaccino anti -Covid, Moderna. Sono stati arruolati a tal proposito 6750 bambini in USA e Canada a cui verranno inoculate due dosi del vaccino a distanza di 28 giorni.

Dopo i risultati incoraggianti dei test di fase 3 condotti sugli adulti, gli studiosi sono fiduciosi che i medesimi risultati saranno raggiunti con questo studio pediatrico, grazie al quale sarà possibile comprendere meglio la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino nei più giovani.

Nella prima parte della sperimentazione, metà dei soggetti verrà trattata con un placebo, mentre all’altra metà verranno dati 50 o 100 microgrammi ai bambini con età compresa tra i 2 e i 12 anni, e 25, 50 e 100 microgrammi a quelli tra i sei mesi e i 2 anni di età.

Una volta individuata la dose ottimale, questa verrà usata nella fase 2. I bambini che avranno partecipato al test saranno seguiti per un anno per valutare l’efficacia, la sicurezza, la tollerabilità e gli eventuali effetti collaterali del vaccino. Verranno inoltre misurati nel tempo i livelli di anticorpi per capire se il vaccino fornisce protezione.

Immunizzare i bambini e i ragazzi sarà fondamentale per raggiungere l’immunità di gregge e fermare così la pandemia. Molti genitori sono esasperati da questa situazione e vogliono proteggere i propri figli.

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Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

VACCINO ASTRAZENECA: SERVE CHIAREZZA!

Dopo Pfizer/BioNTech e Moderna anche la multinazionale anglo-svedese AstraZeneca ha messo a punto un vaccino anti-Covid 19, sviluppato dall’Università di Oxford e Irbm di Pomezia, e approvato dall’ EMA il 29 gennaio 2021.

Il vaccino Astrazeneca differisce sostanzialmente dai vaccini Pfizer e Moderna per la tecnologia utilizzata e per le modalità di conservazione e trasporto.

COME FUNZIONA IL VACCINO ASTRAZENECA?

Il vaccino Astrazeneca, a differenza dei vaccini Pfizer e Moderna, è un vaccino a vettore virale. Un vaccino a vettore virale sfrutta un virus per rilasciare all’interno della cellula una porzione dell’agente patogeno di cui bisogna prevenire la malattia.

Nel caso del vaccino AstraZeneca (come nel caso del vaccino per l’ebola, approvato nel 2019) si utilizza come vettore una versione dell’adenovirus degli scimpanzè non più capace di riprodursi (ChAdOx1 – Chimpanzee Adenovirus Oxford 1) che contiene al suo interno le istruzioni genetiche necessarie per produrre la proteina Spike. Dopo l’iniezione, il vettore virale penetra all’interno delle cellule e l’organismo inizia a produrre copie della proteina Spike. A questo punto il sistema immunitario si attiva e, individuando le proteine estranee, inizia a produrre anticorpi per distruggerle. Se successivamente alla vaccinazione, si viene infettati il sistema immunitario riconosce le proteine spike e distrugge il virus. Dopo aver svolto il suo compito, l’adenovirus e le informazioni genetiche vengono degradate ed eliminate dall’organismo.

COME SI SOMMINISTRA IL VACCINO ASTRAZENECA?

Il vaccino AstraZeneca viene somministrato in due iniezioni a distanza di almeno dieci settimane l’una dall’altra anche se l’AIFA sostiene, visti alcuni studi, che la seconda dose di vaccino può essere somministrata durante la dodicesima settimana.

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QUALI SONO I VANTAGGI RISPETTO AGLI ALTRI DUE VACCINI?

Essenzialmente sono tre i vantaggi riportati del vaccino AstraZeneca:

  • CONSERVAZIONE: può essere conservato per circa 6 mesi a temperature comprese tra 2 e 8 gradi a confezione chiusa e fino a 48 ore a confezione aperta in frigorifero; a temperatura ambiente fino a 30 gradi per massimo 6 ore.
  • COSTO: è nettamente inferiore ai vaccini Pfizer e Moderna (poco sotto i 2 euro per singola dose).
  • EFFICACIA SUGLI ANZIANI: anche gli anziani hanno mostrato forti risposte immunitarie al vaccino. Per questo motivo si è deciso di estendere la somministrazione anche agli over 65.

QUAL E’ LA SUA EFFICACIA?

L’AIFA conferma quanto dichiarato dall’EMA sull’efficacia del vaccino AstraZeneca che si aggira intorno al 60% nella riduzione delle infezioni sintomatiche da COVID-19.

EFFETTI COLLATERALI

Anche nel caso del vaccino AstraZeneca, così come nel caso dei vaccini in generale, si sono registrati effetti collaterali.

Tra questi, la maggior parte di lieve entità e di breve durata, ricordiamo:

  • febbre
  • cefalea
  • dolori muscolari/articolari
  • brividi
  • nausea
  • dolore e gonfiore nel sito di iniezione
  • astenia

Ci sono anche effetti collaterali più preoccupanti di altri: sanguinamento della pelle o delle mucose, lividi, macchie rosse sulla pelle, ipersensibilità (riscontrabile in tutti i vaccini) e anafilassi. In questi casi è bene consultare il proprio medico.

I bambini e le donne in gravidanza o in allattamento non possono essere vaccinati.

La multinazionale AstraZeneca in questi giorni è sotto accusa. L’11 marzo è stato sospeso un lotto del suo vaccino, ABV5811, a causa della morte di Stefano Paternò, un militare di soli 43 anni, che era stato vaccinato con il lotto ritirato poche ore prima.

Il 15 marzo l’AIFA, in seguito alla valutazione di alcuni dati registrati dall’ Istituto tedesco per i vaccini, il Paul-Ehrlich-Institut, e dopo la morte dell’insegnante cinquantasettenne Sandro Togliatti, ha deciso di sospendere temporaneamente la somministrazione del vaccino AstraZeneca a scopo precauzionale in attesa che l’EMA si pronunci giovedì 18 marzo. La stessa decisione è stata presa da altri paesi come Spagna, Francia, Germania, Danimarca, Bulgaria, Austria, Svezia ecc..

Oggi alle 14 si è tenuta una conferenza stampa dell’EMA dove il Direttore esecutivo, Emer Cooke, ha tenuto a precisare quello che segue:

” In questa settimana abbiamo revisionato i risultati preliminari di eventi di trombosi che alcune persone hanno sperimentato dopo la vaccinazione e abbiamo visto che i benefici rimangono maggiori.Stiamo continuando a esaminare ancora ulteriori effetti collaterali e stiamo parlando con esperti nel campo soprattutto con competenze in trombosi e coaguli del sangue. Quindi è un processo ancora in evoluzione.

Non possiamo ancora dare i risultati della nostra valutazione, gli esami sono ancora in corso e ora vi spiegherò quello che stiamo facendo. Stiamo portando avanti questa revisione alla luce delle preoccupazioni che sono sorte e per valutare la situazione attuale e la priorità è assicurare la sicurezza di questo vaccino e che questo possa essere comunicata. Voglio spiegare che una situazione del genere non è imprevista perchè quando si vaccinano milioni di persone è possibile che ci siano casi di incidenti che possono avvenire dopo la vaccinazione; l’EMA sta portando avanti questo esame cosicchè queste cose vengano studiate per sapere se è una coincidenza e a questo proposito stiamo mobilitando dei comitati composti da diversi esperti. Abbiamo anche rappresentanti medici in questi comitati, alcuni da partner internazionali che ci aiuteranno con questi esami, ed esperti in eventi di tromboembolia. Abbiamo ricevuto i rapporti attraverso i database europei e sappiamo che migliaia di persone sviluppano trombosi negli anni. Dobbiamo quindi valutare se questa sia una causa delle vaccinazioni al fine di comprendere se il vaccino possa causare questi effetti collaterali o se questi effetti collaterali sarebbero accaduti ugualmente”.

Al momento le autopsie eseguite sui corpi di Sandro Tognatti (morto sembra per un infarto 17 ore dopo la vaccinazione), Giuseppe Maniscalco (morto per infarto 48 ore dopo la vaccinazione) e Annamaria Mantile (morta per infarto intestinale 3 giorni dopo la vaccinazione) escludono qualsiasi nesso tra i decessi e la somministrazione del vaccino AstraZeneca.

Ora spetta all’EMA la decisione di bloccare o meno il vaccino AstraZeneca.

CONCLUSIONI

Purtroppo la comparsa di effetti collaterali gravi e i decessi registrati in questi ultimi giorni hanno portato alla stop temporaneo della somministrazione del vaccino AstraZeneca. In un momento cosi delicato la sospensione del vaccino genera panico tra le persone e questo è del tutto comprensibile. Non si può accettare che una persona che per il bene di tutti si sottopone alla vaccinazione debba perdere la vita. Deve essere fatta chiarezza in modo tempestivo e rendere disponibili i dati degli studi in modo tale che ci si può tornare a fidare e quindi a vaccinarsi in piena tranquillità.

Quello che mi destabilizza un pò è che questi vaccini sono stati immessi sul mercato troppo velocemente ma voglio sperare che non sia stata bypassata alcuna fase. Non ci dimentichiamo che all’interno dell’EMA ci sono 7 comitati scientifici tra cui il PRAC (Pharmacovigilance Risk Assessment Committee) che ha il compito di riconoscere, valutare e comunicare il rischio di reazioni avverse.

Gabriele Caviglioli, direttore della scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera dell’ Università di Genova afferma:” Nel mondo dei vaccini non è un fenomeno così frequente, ma visto che questi farmaci sono stati autorizzati con procedure accelerate deve esserci un’attenzione massima. Il problema non è il meccanismo di funzionamento e nemmeno gli eccipienti. Un lotto potrebbe essere compromesso perchè il processo produttivo è andato a male, un difetto di produzione potrebbe sfuggire al controllo di qualità, e la sospensione cautelativa è un obbligo di legge”. Concordo in parte con le sue affermazioni. Non è ammissibile che il processo produttivo sia compromesso. Ci deve essere attenzione, i farmaci così come i vaccini vengono somministrati alle persone e tutte le fasi devono essere eseguite scrupolosamente. Purtroppo però dobbiamo prendere atto che non sempre è così.

Auspico che il vaccino AstraZeneca venga dichiarato sicuro al più presto e che non si ripresenti più una situazione analoga perchè si rischia di perdere tanto.

Dott.ssa Chiara Caridi

Farmaco ritirato!

L’AIFA ha disposto il ritiro immediato di un lotto del collirio GALAXIA, a base di latanoprost, utilizzato nella cura del glaucoma ad angolo aperto, anche in bambini e neonati, e nei soggetti con ipertensione oculare.

Il ritiro si riferisce alla specialità GALAXIA 0,005% collirio soluzione 1 flacone 2,5 ml, lotto numero 1957 con scadenza marzo 2021 sella ditta Alfa Intes Industria Terapeutica Splendore S.r.l.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

FIDUCIA NEI VACCINI… PER TORNARE VICINI…

Anche nella lotta al Coronavirus l’unica arma efficace sembra essere il vaccino. I vaccini, come tutti sanno, hanno permesso di mettere KO malattie molto serie come vaiolo, peste, poliomelite, pertosse e molte altre.

Ma andiamo per gradi cercando di spiegare in maniera molto semplice tutte le nozioni importanti!

COS’E’ UN VACCINO?

Un vaccino è un preparato biologico che consente, a chi lo riceve, di acquisire l’immunità, ovvero la protezione, nei confronti di una particolare infezione. Somministrato di solito attraverso una puntura viene riconosciuto come estraneo dal sistema immunitario il quale, attivandosi, produce anticorpi, diretti contro l’agente infettivo che provoca la malattia, e cellule della memoria. Grazie a queste ultime l’organismo, se posto nuovamente in contatto con lo stesso virus o batterio, lo riconosce e protegge da nuove infezioni.

COME SI CLASSIFICANO I VACCINI?

I vaccini si classificano in base a: composizione, numero di componenti attivi e via di somministrazione.

COMPOSIZIONE:

  • VACCINI VIVI ATTENUATI: contengono microrganismi vivi non patogeni . Generalmente danno luogo a infezioni asintomatiche o con pochi sintomi (es. vaccino contro morbillo, tubercolosi, varicella ecc.).
  • VACCINI INATTIVATI: contengono microrganismi uccisi tramite sostanze chimiche o calore (es. vaccino contro poliomelite, epatite A, ecc.).
  • VACCINI AD ANTIGENI PURIFICATI: contengono solo alcuni frammenti del microrganismo (es. vaccino contro la pertosse ecc.).
  • VACCINI AD ANATOSSINE: contengono tossine, ovvero sostanze tossiche, prodotte dal microrganismo. Esse vengono trasformate in anatossine che non sono capaci di far sviluppare la malattia (es. vaccino contenente la tossina di tetano e difterite).
  • VACCINI A DNA RICOMBINANTE: prodotti a partire da informazione genetiche del microrganismo che consentono di produrre notevoli quantità di proteina (virale o batterica) (es. vaccino contro l’ebola).

NUMERO DI COMPONENTI ATTIVI:

  • VACCINI MONOVALENTI: quando contengono un solo antigene.
  • VACCINI POLIVALENTI: quando contengono più antigeni.

VIA DI SOMMINISTRAZIONE:

  • VACCINI INTRAMUSCOLARI
  • VACCINI SOTTOCUTANEI
  • VACCINI ORALI

La normativa vigente in Italia prevede vaccinazioni obbligatorie per tutti in età pediatrica, vaccinazioni obbligatorie per alcune categorie di persone, vaccinazioni facoltative.

VACCINO CONTRO COVID-19

Un vaccino, così come un farmaco, prima di essere immesso in commercio deve essere sottoposto a sperimentazione pre-clinica con studi in vitro e sugli animali e successivamente a sperimentazione clinica che si realizza in quattro fasi (approfondirò questo argomento successivamente con un nuovo articolo).

Queste fasi sono necessarie al fine di valutare sicurezza ed efficacia e per comprendere se i benefici del vaccino siano superiori ai rischi.

Lo sviluppo di un vaccino richiede quindi moltissimi anni di ricerca e notevoli investimenti economici.

Nel caso del vaccino contro il Covid-19 la parola d’ordine era battere il virus sul tempo e per questo motivo, anche se gli studi sono iniziati nella primavera del 2020, numerose case farmaceutiche si sono adoperate per dare vita ad un vaccino in grado di contrastare la pandemia da Covid-19.

Siccome già da molti anni si lavorava sui vaccini a RNA, questo ha permesso di sviluppare il vaccino in tempi brevi rispetto a quelli abituali.

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QUALI SONO I VACCINI APPROVATI IN ITALIA CONTRO IL COVID-19?

Tre sono i vaccini approvati in Italia:

  • VACCINO COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty): prodotto dalla ditta Pfizer/BioNTech e approvato dall’EMA il 21 dicembre 2020
  • VACCINO COVID-19 mRNA-1273: prodotto dalla ditta Moderna e approvato dall’EMA il 6 gennaio 2021
  • VACCINO COVID-19 Astrazeneca: prodotto dalla ditta AstraZeneca e approvato dall’EMA il 29 gennaio 2021
  • VACCINO JOHNSON & JOHNSON: prodotto dalla ditta Johnson & Johnson e approvato dall’EMA l’11 marzo 2021.

In questo articolo approfondiremo i vaccini sviluppati da Pfizer/BioNTech e Moderna.

COME ENTRA IL VIRUS ALL’INTERNO DELLE CELLULE?

Prima di affrontare il discorso sul vaccino, bisogna capire come il Covid-19 entra all’interno delle cellule infettandole.

Il virus Covid-19 penetra nelle cellule sfruttando una proteina presente sulla sua superficie chiamata Spike. Questa proteina è suddivisa in due subunità:

  • SUBUNITA’ S1: contiene una porzione necessaria per legarsi al recettore ACE2 (enzima di conversione dell’angiotensina 2) presente sulla cellula ospite
  • SUBUNITA’ S2: consente, subito dopo il legame della subunità S1 al recettore, l’ingresso nella cellula.

In poche parole, senza entrare nei particolari, la subunità S1 della proteina Spike lega il recettore ACE2 presente sulla cellula bersaglio e tramite la subunità S2 il virus entra all’interno dell’organismo.

I vaccini finora approvati hanno come bersaglio proprio la proteina Spike.

COME FUNZIONANO I VACCINI PFIZER/BIONTECH e MODERNA?

Entrambi i vaccini sono stati sviluppati mediante una tecnologia innovativa che utilizza una molecola che, come il DNA, contiene le informazioni genetiche specifiche per ogni individuo: l’RNA messaggero o mRNA.

Ogni molecola di mRNA contenuta nel nostro corpo “codifica” per una proteina; in parole povere ogni molecola di mRNA serve per la costruzione di una specifica proteina.

All’interno del vaccino, l’mRNA è contenuto in una vescicola lipidica (liposoma) microscopica che, proteggendolo dagli attacchi del sistema immunitario, permette l’ingresso del vaccino all’interno delle cellule.

Una volta somministrato il vaccino, l’mRNA entra nel citoplasma cellulare e induce la sintesi della proteina Spike.

Questa metodologia è diversa rispetto a quella dei comuni vaccini in quanto in questo caso non si inietta il microrganismo vivo o attenuato ma si iniettano le “istruzioni” necessarie per la produzione delle copie della proteina Spike. Una volta avute le istruzioni, la cellula produce la proteina Spike che, riconosciuta come estranea dal sistema immunitario, attiva la produzione di anticorpi specifici contro il Covid-19.

COME SI SOMMINISTRANO?

Il vaccino Pfizer si somministra in due dosi a distanza di 21 giorni l’una dall’altra mentre il vaccino Moderna si somministra in due dosi a distanza di 28 giorni l’una dall’altra. La somministrazione in entrambi i casi è intramuscolare (parte superiore del braccio).

QUALI SONO LE MODALITA’ DI CONSERVAZIONE E I COSTI?

Il vaccino Pfizer deve essere conservato a -70°/-80°, mentre il vaccino Moderna può essere conservato per 30 giorni ad una temperatura compresa tra 2 e 8°, per 6 mesi a -20° nel congelatore.

Ogni singola dose di Pfizer costa più o meno 12 euro mentre il prezzo di ogni singola dose di Moderna si aggira intorno ai 15 euro.

QUANTO SONO EFFICACI?

Il vaccino Pfizer è efficace circa al 95% sugli adulti a partire dai 16 anni di età mentre il vaccino Moderna è efficace circa al 94,1% sugli adulti a partire dai 18 anni di età. L’efficacia di questi vaccini non è immediata ma è evidente dopo una settimana dalla seconda dose nel caso del vaccino Pfizer e due settimane dalla seconda dose nel caso del vaccino Moderna.

QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI?

Gli effetti collaterali più comuni registrati, solitamente dopo la seconda dose, sono:

  • gonfiore e dolore nel sito di iniezione
  • stanchezza
  • dolori muscolari
  • mal di testa
  • brividi
  • febbre.

Sono lievi e di breve durata e possono essere controllati, se necessario, con un antinfiammatorio. Ovviamente, anche in questo caso ci sono effetti collaterali non comuni ed effetti collaterali rarissimi.

I vaccini non possono essere utilizzati nelle donne in gravidanza o in allattamento e nelle persone con meno di 16 anni poiché non ci sono studi che supportano l’uso dei vaccini in queste categorie.

CONCLUSIONI

I vaccini, come ho detto all’inizio di questo articolo, da quando sono stati introdotti in campo medico non solo hanno debellato malattie importanti ma hanno salvato milioni di vite. Motivo per cui, a mio avviso, per combattere questa pandemia e raggiungere l’immunità di gregge il vaccino è un alleato prezioso. Sicuramente non sarà capace di eliminare il virus in toto ma è ció che ad oggi sappiamo può combatterlo diminuendo i ricoveri in terapia intensiva e le morti.

Purtroppo come tutti i farmaci anche i vaccini hanno effetti indesiderati e, non sapendo ancora quali saranno quelli a medio e lungo termine, i rischi ci sono. Bisogna ricordare però che tutto quello che ingeriamo in termini di farmaci ha effetti indesiderati. Detto ciò ancora purtroppo non è certa la durata della protezione e quanto siano efficaci sulle nuove varianti (al momento tre quelle che destano più preoccupazione: inglese, sudafricana e brasiliana).

Anche se diverse persone sono scettiche nei riguardi del vaccino ed esprimono, come è giusto che sia, i loro dubbi vaccinarsi non vuol dire solo proteggere se stessi ma proteggere tutti.

E’ vero, forse non servirà a distruggere definitivamente questo virus, ma di qualcosa in questo momento così difficile e triste dobbiamo pur fidarci!!!

Dott.ssa Chiara Caridi

Infarmiamoci.it

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