Mese: Luglio 2019

Ritirato un altro medicinale!

L’AIFA ha disposto il ritiro dalle farmacie del lotto n. F9D117 con scad. 04-2022 del medicinale SODIO CLORURO SALF 0,9% 100 ml flacone PP della ditta SALF SPA. Questo medicinale è utile per la terapia di patologie come malassorbimento e ustioni.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Termoablazione delle cellule tumorali:una pratica sempre più diffusa.

L’équipe dell’Unità operativa semplice di Epatologia dell’Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice (Padova), ha messo in atto un innovativo intervento di termoablazione, eseguito in sedazione profonda con respiro spontaneo, grazie al quale è stato possibile distruggere le cellule tumorali .

L’ intervento, durato circa 20 minuti, è stato effettuato su un paziente ottantenne, al quale era stato diagnosticato un tumore al fegato di 28 mm e uno al rene di 20 mm. La complessità del quadro clinico del paziente consisteva nel fatto che oltre ad avere il cancro, l’uomo soffriva di una grave patologia cardiaca che rendeva molto rischioso qualsiasi altro intervento di chirurgia classica. Per questo diversi medici lo avevano giudicato inguaribile.

La tecnica di termoablazione con microonde ecoguidata per via percutanea, prevede l’uccisione delle cellule tumorali mediante calore, tramite un ago che attraversa la pelle fino alla zona malata. Queste microonde, raggiungono temperature di 140-150 gradi, provocando la denaturazione delle proteine intracellulari malate, la dissoluzione della membrana e la morte della cellula. In questo modo il tumore viene disidratato e muore.

La termoablazione percutanea dei tumori del fegato è una procedura che permette di trattare il cancro senza dover subire un intervento chirurgico di resezione. Viene utilizzata in caso di tumori in fase precoce o di piccole dimensioni, tumori altrimenti inoperabili; è impiegata in pazienti che non possono essere sottoposti ad anestesia generale e nei pazienti in attesa di trapianto, al fine di evitare la progressione della malattia e la conseguente uscita dalla lista d’attesa.

Tra i vantaggi di questa tecnica, vanno annoverati una minore mortalità e un tasso di complicanze ridotto, associate per lo più alle dimensioni del tumore. Le recidive sono però più frequenti, soprattutto in caso di lesioni di dimensioni superiori ai 3 cm anche se questo non preclude un successivo intervento chirurgico.

Un intervento chirurgico di questa portata, riuscito con successo su un paziente anziano, malato di cuore e quindi con maggiori rischi, accende nuove speranze in molti ammalati . Attraverso un’azione sempre più mirata e multi-disciplinare, è pertanto possibile offrire soluzioni sempre meno invasive che migliorano la qualità della vita del paziente!.

Dott. Andrea Liguori

Approvato il “Viagra femminile”!

L’ FDA ha approvato lo scorso 21 giugno quello che in gergo viene chiamato “viagra femminile”. Il suo nome è Vyleesi ed è commercializzato negli USA da Amag Pharmaceuticals.

Il nuovo farmaco, a base di bremelanotide, verrà utilizzato per il trattamento del disturbo del desiderio sessuale ipoattivo nelle donne in premenopausa.

L’ FDA ha spiegato: “Vyleesi attiva i recettori melanocortinici, ma il meccanismo con cui migliora il desiderio sessuale e il relativo disagio è sconosciuto”.

Viene somministrato mediante iniezione sotto la pelle dell’addome o della coscia almeno 45 minuti prima dell’atto sessuale.

L’ FDA ci tiene a precisare: “i pazienti non devono usare più di una dose entro 24 ore o più di otto dosi al mese e devono interrompere il trattamento dopo otto settimane se non notano un miglioramento del desiderio sessuale e del disagio associato”.

Gli effetti indesiderati del medicinale includono: nausea, vomito, arrossamento, cefalea e reazioni nel sito d’iniezione.

Vyleesi non deve essere utilizzato in pazienti con ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari o ad alto rischio di patologie cardiovascolari perchè il farmaco, negli studi clinici eseguiti, “ha aumentato la pressione sanguigna dopo la somministrazione, che di solito si risolveva entro 12 ore”.

Il medicinale non deve essere somministrato se si è in terapia con naltrexone per il trattamento di dipendenza da alcol o da oppioidi perchè può ridurre la concentrazione di naltrexone nel sangue e portare al fallimento della terapia.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

CHIESTO IL RITIRO DAL MERCATO PER DUE CREME SOLARI!

infarmiamoci.it

In estate, si sa, bisogna fare molta attenzione alle scottature della pelle e in particolare la pelle dei più piccoli, molto più delicata rispetto a quella degli adulti. Proprio per questo le creme solari in commercio vengono periodicamente sottoposte a controllo. A tale scopo l’associazione Altroconsumo ha deciso di effettuare una serie di test e di controlli su 16 creme solari per bambini con protezione 50.

Dai test è emerso che su 16 creme due arrivano a malapena ad un fattore di protezione pari a 20 (quindi di trenta punti inferiore a quanto dichiarato).   I prodotti bocciati da Altroconsumo, come riportato anche da Tgcom24, sarebbero due:  “Rilastil Baby transparent spray wet skin” e “Isdin Transparent spray wet skin”, per le quali è stato chiesto il ritiro dal mercato.

Nonostante le aziende abbiano provveduto ad inoltrare una replica affermando che dalle loro indagini risultava che il valore di protezione era a tutti gli effetti quello riportato sulle confezioni, il futuro commerciali di questi due prodotti sembra essere ormai segnato.

Alla luce di ciò va ricordato quanto importante sia la prevenzione. Per ridurre il rischio è consigliabile recarsi al mare nelle ore meno calde della giornata ed adoperare degli accorgimenti piccoli ma molto importanti. Oltre alle creme è opportuno infatti indossare cappellini e occhialini da sole e per i bambini e gli anziani si consiglia di evitare l’esposizione diretta ai raggi del sole.

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

Via libera a tre farmaci!

Nella riunione tenutasi a Giugno 2019 l’ EMA ha approvato tre nuovi medicinali.

Sono stati approvati per l’immissione in commercio:

  • Giapreza (Angiotensina II): per il trattamento dell’ipotensione refrattaria negli adulti con shock settico o di altro tipo.
  • Azacitidina Celgene (azacitidina): per il trattamento delle sindromi mielodisplastiche, della leucemia mielomonocitica cronica e della leucemia mieloide acuta.
  • Lacosamide UCB (lacosamide): per il trattamento delle crisi parziali con o senza generalizzazione secondaria in pazienti con crisi epilettiche di età pari o superiore a 16 anni.

Inoltre l’ EMA ha esteso le indicazioni per il farmaco Victoza (liraglutide) per il trattamento del diabete di tipo 2 nei bambini di età pari o superiore a 10 anni.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Ritirato farmaco!

Infarmiamoci.it

La società Sanofi ha attivato il richiamo volontario del lotto n. 9A005 con scad. 01-2022 della specialità medicinale DEPAMIDE 30 CPR GASTRORES 300 mg a scopo precauzionale.

Questo farmaco, a base di valpromide, viene utilizzato nel trattamento di varie forme di epilessia e del disturbo bipolare quando il litio è controindicato.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Gli amici a 4 zampe…ti allungano la vita!

infarmiamoci.it

E’ ormai approvato scientificamente che i gatti così come i cani, sono in grado di migliorare la salute dei loro padroni. Questo accade non solo perché allontanano i pensieri pesanti o malinconici, migliorandoci l’umore, ma anche, e soprattutto, perché i gatti quando vengono accarezzati emettono un suono, le fusa, ad una frequenza di 20-140 Hz, in grado di avere effetti positivi sullo stress, sul cuore, e sulla pressione sanguigna.

E’ ormai appurato da tempo, che cani e gatti sono dei perfetti antidepressivi per le persone anziane rimaste sole, per i malati di cancro, sopratutto in età pediatrica e per i soggetti autistici, ma anche che, e questo vale soprattutto per i più giovani, aumentano il nostro livello di responsabilità, dato che avere un animale domestico ci obbliga ad occuparci di lui. In realtà gli effetti benefici sulla salute umana non finiscono qui.

Uno studio condotto dall’ American Heart Association ha scoperto che in un periodo di 10 anni i proprietari di gatti e cani, avevano il 30% in meno di probabilità di morire di infarto o ictus rispetto ai non-proprietari di animali domestici. L’associazione afferma anche che il possesso di un animale domestico può essere associato  non solo ad una minore pressione arteriosa ma anche a livelli più bassi di colesterolo e obesità. Altri studi inoltre hanno dimostrato che le persone che convivono con gli animali hanno maggiori possibilità di sopravvivere dopo un infarto rispetto alle persone che non hanno animali. I possibili motivi di tutto ciò sono legati al maggiore esercizio fisico, il minore stress e i benefici psicologici.

Possedere un qualsiasi animale domestico quindi, fa bene al cuore e alla mente, fino ad oggi sapevate solo quanto potesse far bene al vostro stato d’animo, ora sapete anche quanto faccia bene alla vostra salute.

Essi possono perfino sostituire i medicinali, in determinati casi, o comunque ridurne l’uso (e spesso lo spreco). Per questo avete un motivo in più per apprezzare e trascorrere più tempo possibile con il vostro animale domestico, il vostro amico a 4 zampe, e, considerato il periodo dell’anno, riflettere su quanto disumano sia l’abbandono!

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

Stop alla commercializzazione di un farmaco!!

L’ AIFA comunica, dopo la decisione del titolare AIC Boehringer Ingelheim Italia del 10 giugno 2019, la cessazione permanente della commercializzazione delle confezioni di Catapresan 150 microgrammi compresse e Catapresan 300 microgrammi compresse.

In commercio si possono trovare ancora:

  • Catapresan 150 microgrammi/ml soluzione iniettabile, 5 fiale da 1 ml;
  • Catapresan TTS 2,5 mg, 2 cerotti transdermici;
  • Catapresan TTS 5 mg, 2 cerotti transdermici.

Catapresan è un farmaco, a base di clonidina, utilizzato nel trattamento di tutte le forme di ipertensione arteriosa.

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Visto che alcuni pazienti assumono i medicinali di cui è stata sospesa la commercializzazione, l’AIFA rilascia l’autorizzazione all’importazione per questi medicinali dall’estero alle strutture sanitarie che li richiedono.

L’ AIFA chiede inoltre ai medici specialisti di non avviare nuovi cicli di terapia con Catapresan a meno che non sia strettamente necessario.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Ipersensibilità da penicilline

Le penicilline sono un gruppo di antibiotici appartenenti alla classe delle beta-lattamine, chiamate così per la presenza nella loro struttura dell’anello beta-lattamico a 4 elementi. Furono scoperte nel 1929 da Arthur Fleming il quale osservò che colonie di Streptococchi andavano incontro a lisi se contaminate con una muffa del genere Penicillium. Questa scoperta valse il premio Nobel allo scienziato.

Si classificano, in base all’origine, in:

PENICILLINE NATURALI (estratte da Penicillum Chrysogenum): penicillina G, penicillina V, acido clavulanico e tienamicina.

PENICILLINE SEMISINTETICHE (ottenute per sintesi chimica dall’acido 6-aminopenicillanico): aminopenicilline, carbossipenicilline, sulfossipenicilline, metossipenicilline, acilureidopenicilline, carbapenemi.

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QUAL È IL LORO MECCANISMO D’AZIONE?

Le penicilline hanno azione battericida, provocano cioè la morte del batterio. Si tratta di una morte lenta, tanto che questa classe di antibiotici ha un’azione tempo-dipendente.

Le penicilline agiscono inibendo la sintesi del peptidoglicano, una sostanza che conferisce robustezza alla parete cellulare batterica e di conseguenza arrecano un danno a quest’ultima.

QUALI SONO I MECCANISMI DI RESISTENZA ATTUATI DAI BATTERI NEI CONFRONTI DELLE PENICILLINE?

Sono diversi i meccanismi con cui i batteri diventano resistenti alle penicilline.

  1. Inattivazione enzimatica per produzione di beta lattamasi (enzimi capaci di rompere l’anello beta-lattamico delle penicilline e inattivare l’antibiotico).
  2. Modificazione o impermeabilità delle orine di membrana.
  3. Alterazione qualitative e quantitative del bersaglio.
  4. Alcuni microrganismi privi di parete cellulare come il Mycoplasma o che non sintetizzano peptidoglicano risultano insensibili.

QUAL È IL LORO SPETTRO D’ AZIONE?

Le Penicilline sono classificate in base al loro spettro d’azione in:

PENICILLINE A SPETTRO G: la Penicillina G ha uno spettro che comprende streptococchi (di gruppo A e B, streptococcus pneumoniae), enterococchi, stafilococchi, le neisserie (neisseria meningitidis e gonorrhoeae), le spirochete (treponema pallidum, borrelia e leptospira), alcuni bacilli Gram + (fusobacterium, actinomices), clostridium spp (eccetto clostridium difficile).

PENICILLINE A SPETTRO ALLARGATO: il loro spettro d’azione si estende anche a batteri Gram – . Ad esempio l’ ampicillina è attiva su Haemophilus influenzae, Escherichia coli, Proteus mirabilis, Salmonella, Shigella.

PENICILLINE A SPETTRO AMPIO: le acilureidopenicilline, come ad esempio la mezlocillina, hanno scarsa azione sui batteri Gram + e sono attive su Enterobatteri Gram – e Pseudomonas aeruginosa.

PENICILLINE LATTAMASI RESISTENTI (meticillina, nafcillina, isossazolilpenicilline): l’uso di queste penicilline è ristretto alle infezioni sostenute da stafilococchi produttori di beta-lattamasi.

QUALI SONO I LORO EFFETTI COLLATERALI?

Le penicilline sono farmaci maneggevoli, è raro incorrere in effetti collaterali pesanti.

La maggior parte degli effetti collaterali è costituita da reazioni di ipersensibilità. In base al lasso di tempo che intercorre tra assunzione e insorgenza dei sintomi, si distinguono:

REAZIONI DI IPERSENSIBILITÀ IMMEDIATE: i sintomi compaiono entro 1 ora. Si parla in questo caso di anafilassi, orticaria, edema e decesso.

REAZIONI DI IPERSENSIBILITÀ RITARDATE: i sintomi compaiono dopo 1 ora. Si parla in questo caso di malattia da siero, eruzioni cutanee e dermatite esfoliativa.

L’allergia alle Penicilline ha una frequenza non elevatissima ma tra gli antibiotici, le beta-lattamine risultano essere le più allergizzanti. In particolar modo, per il suo largo impiego, l’amoxicillina risulta essere l’antibiotico più spesso coinvolto nelle rezioni allergiche.

A causa del loro elevato peso molecolare, le beta-lattamine agiscono da APTENI. Un aptene è una molecola capace di legare l’anticorpo ma non di scatenare la risposta anticorpale. Ci si chiederà: “come fa quindi la penicillina a scatenare il fenomeno allergico?”. La penicillina legando un substrato circolante nel nostro organismo, come ad esempio una proteina, diventa un antigene e può, a questo punto, indurre tutti i tipi di risposta immunologica della classificazione di Gell e Coombs:

  • TIPO 1: reazioni immediate (mediate dalle IgE).
  • TIPO 2: reazioni di tipo citotossico (mediate da anticorpi).
  • TIPO 3: reazioni da immunocomplessi.
  • TIPO 4 (a, b, c, d): reazioni di ipersensibilità ritardata (cellulo-mediate con danni tissutali evidenti)

Le reazioni immediate possono essere mediate dalle IgE o causate dall’azione diretta del farmaco sui mastociti. Nel primo caso è necessario un “periodo di sensibilizzazione”, motivo per cui queste reazioni non si verificano alla prima dose, nel secondo caso i sintomi possono insorgere alla prima somministrazione del farmaco.

QUALI SONO LE MANIFESTAZIONI CLINICHE IN CASO DI IPERSENSIBILITA’ ALLE BETA-LATTAMINE?

Sicuramente la cute è l’organo più colpito dalle reazioni di ipersensibilità alle beta-lattamine.

La gravità del quadro clinico dipende da alcuni fattori come: dosaggio dell’antibiotico, durata del trattamento e meccanismo di ipersensibilità.

Nelle forme di ipersensibilità IgE mediate il segno clinico più evidente è l’orticaria-angioedema. Può verificarsi, in casi estremi, anche shock anafilattico.

Nelle forme di ipersensibilità non IgE mediate il segno clinico più frequente è l’esantema maculo-papulare (presenza di macchie arrossate e in rilievo accompagnato talvolta da prurito e febbre) che si verifica spesso con le aminopenicilline.

Possono verificarsi anche dermatite da contatto, esantemi fissi e, più raramente, reazioni molto gravi come la Sindrome di Stevens-Johnson e la Sindrome di Lyell.

Oltre alla cute possono essere coinvolti nelle reazioni di ipersensibilità alle beta-lattamine anche altri organi quali.

  • SISTEMA EMOPOIETICO: la reazione ematologica più frequente provocata dalle beta-lattamine è l’anemia emolitica (distruzione dei globuli rossi). Si possono verificare anche neutropenia e piastrinopenia.
  • FEGATO: le reazioni di ipersensibiltà più frequenti a carico del fegato sono: epatite granulomatosa, colestasi ( riduzione o arresto del flusso della bile), danno epatocellulare e insufficienza epatica.
  • RENE, CUORE, PANCREAS, POLMONE: le reazioni di ipersensibilità ritardate a carico di questi organi sono: nefrite acuta interstiziale, miocardite, pancreatite e polmonite.

CONSIDERAZIONI

Le penicilline, cosi come le altre beta-lattamine (di cui parlerò in seguito), sono tra gli antibiotici più utilizzati. Questo non vuol dire che siano innocui. Sicuramente sono farmaci maneggevoli con un alto indice terapeutico ma, come abbiamo potuto vedere, sono gravati da reazioni di ipersensibilità non indifferenti per i pazienti allergici. In questo caso infatti basta una piccola dose per scatenare uno shock anafilattico.

Nel caso in cui si siano verificate reazioni di ipersensibilità alle penicilline si possono effettuare dopo circa 4-6 settimane dalla manifestazione allergica i test cutanei che sono utili solo nel caso di reazioni immediate. In caso di positività al test cutaneo, si può tentare la strada della desensibilizzazione.

Ovviamente in caso di anamnesi positiva per anafilassi alla penicillina è vietato l’uso di qualsiasi beta-lattamina.

Voglio ricordare che le penicilline sono antibiotici e come tali curano solo ed esclusivamente infezioni di tipo batterico e non hanno alcuna azione in caso di infezione virale. Inoltre, visto il diffondersi del fenomeno dell’antibiotico-resistenza, è bene assumerli sotto prescrizione medica quando realmente necessario ed attenersi alla durata del trattamento imposta dal medico.

Sono FARMACI.. non CARAMELLE!!!!

Dott. ssa Chiara Caridi.

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